Cosa leggere in estate, i libri consigliati da Annalisa Monfreda, Direttrice di Donna Moderna

La prima caratteristica che deve avere una lettura estiva è parlarmi dei luoghi che attraverso. Adoro viaggiare, ma non amo la letteratura di viaggio, perché non la leggerei mai se non fossi in quel posto...

La prima caratteristica che deve avere una lettura estiva è parlarmi dei luoghi che attraverso. Adoro viaggiare, ma non amo la letteratura di viaggio, perché non la leggerei mai se non fossi in quel posto (eccezion fatta per capolavori come Viaggio in Portogallo di José Saramago). Io cerco romanzi veri e propri, grandi capolavori ambientati nei luoghi in cui mi trovo, perché la letteratura è il miglior interprete che si possa avere a disposizione.

Quest’anno, che sono in partenza per la Cina, sto leggendo:
Il supplizio del legno di sandalo, di Mo Yan (Einaudi), premio Nobel per la Letteratura nel 2012: certo, è ambientato nella Cina di inizio Novecento (tipico espediente per denunciare un sistema senza uscirne), ma è anche capace di far capire profondamente la cultura e la spiritualità di un popolo, nonché la violenza estrema del potere. E poi adoro quei libri che mi costringono ad accettare paradossi, come quello che la tortura sia un’arte al pari del canto.
L’ultimo chef cinese, di Nicole Mones (Neri Pozza): al di là della storia d’amore (che d’estate non guasta mai) mi sta portando per mano, meglio di qualunque guida, dietro le quinte dell’arte culinaria cinese. Adesso so esattamente cosa ordinare al ristorante (e cosa c’è dietro quel piatto).

Il secondo criterio per scegliere un buon libro estivo è che mi faccia capire dove va il mondo, ma senza essere un saggio freddo e pesante, grondante di paroloni. Questa estate, il compito è stato svolto da:
Ologramma per il re, di Dave Eggers (Mondadori): è uno dei miei autori preferiti e con questa storia ambientata nel caldo soffocante dell’Arabia Saudita mi ha fatto riflettere sui meccanismi dell’economia contemporanea. La perdita di potere degli Stati Uniti a favore della Cina, la delocalizzazione delle attività produttive nei Paesi in via di sviluppo e la competizione per la conquista di appalti lì dove c’è vera ricchezza: il Medioriente.
Domani sorgerà il sole di Ishmael Beah (Neri Pozza): in questa estate in cui l’Africa è insanguinata da guerre e terribili epidemie, il romanzo di Beah apre una finestra sul dopo: cosa lascia la guerra nel cuore degli uomini. E lo fa con una scrittura semplice e poetica, dove “la sera invecchia” e “la notte consegna al giorno la fatica di vivere”.
Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli): è il libro che ho più regalato quest’anno. Penso che ogni italiano debba leggerlo per conoscere la storia che c’è dietro ciascuna delle persone sbarcate nel nostro Paese dopo un viaggio durato anni, dall’Africa alle coste della Sicilia. E perché finalmente tutti i morti seppelliti nel canale di Sicilia, abbiano, se non un nome e una sepoltura, la consolazione di una storia che li onori.

La terza caratteristica delle letture estive è di avere un vago sapore programmatico. Agosto, benché trascorso lavorando, è il periodo di aspettativa annuale che mi concedo. Quello in cui faccio il punto sulla mia vita e decido su cosa puntare nell’anno (scolastico) a venire. Di grande aiuto mi sono stati:
Felici i felici, di Yasmina Reza (Adelphi), che mi ha fatto capire quanto una coppia possa essere lontana sia pur nella vicinanza quotidiana. E senza avere alcuna intenzione di farlo, mi ha regalato innumerevoli strumenti per costruire e rammendare la felicità di coppia. Che è un talento, come sostiene l’autrice.
La misura della felicità, di Gabrielle Zevin (Editrice Nord), che è un inno al potere dei libri (fondamentale se, come me, ci si vuol ripromettere di leggere di più). Ma è anche uno stimolo a lasciarsi guidare dai bambini in avventure conoscitive affascinanti e insospettabili.
Quaderno d’esercizi di Mindfulness (Vallardi), che è finito sulla mia scrivania e io l’ho preso per un segno del destino. È un po’ che sono incuriosita dalla mindfluness, una pratica meditativa che ti porta a vivere pienamente nel presente e a liberarti dalla faticosa abitudine di giudicare, incasellare, confrontare, analizzare tutto ciò che accade. Ma non ho mai avuto il tempo di frequentare un corso. Questo quaderno di esercizi è quello che fa per me.

La quarta e ultima caratteristica di un buon libro estivo è che deve meritare di essere letto per il puro piacere della lettura. Un lusso che posso concedermi raramente. Motivo per cui non esito ad abbandonare titoli scelti in base a questo criterio, ma non rispondenti alle aspettative. Questi qui li ho letti d’un fiato e fino all’ultima pagina:
La mia tragica morte prematura, di Caitlin Moran (Sperling & Kupfer) è una raccolta di pezzi di questa brillantissima giornalista inglese, icona del femminismo-che-piace-a-me, la quale racconta con una penna divertente e feroce le vicende degli ultimi anni, dal matrimonio di William e Kate al suo incontro con Lady Gaga.
Svegliamoci pure, ma a un’ora decente, di Joshua Ferris (Neri Pozza): è vero che parla della superficialità delle relazioni virtuali e del furto di identità, ma lo fa con una tale ironia e una scrittura così graffiante che riesce piacevole persino a una paladina come me della nostra contemporaneità digitale.

Annalisa Monfreda

7 agosto 2014

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