Bibliopride 2015, il messaggio di Daniel Pennac, ”I bibliotecari sono i contrabbandieri del libro”

Una biblioteca è il libro trasformato in luogo d’incontro; è l’insieme dei libri trasformati in un luogo d’incontro, aperto a tutti, gratuito. In questo senso, la biblioteca è un monumento della letteratura molto più importante o tanto importante e bello quanto le cattedrali...

MILANO – ‘Una biblioteca è il libro trasformato in luogo d’incontro; è l’insieme dei libri trasformati in un luogo d’incontro, aperto a tutti, gratuito’. comincia così il discorso-omaggio alle biblioteche realizzato dallo scrittore Daniel Pennac in occasione del bibliopride, le giornate dedicate all’orgoglio biblitoecario.

TEMPIO DELLA MENTE – Secondo lo scrittore, la biblioteca rappresenta un monumento della letteratura, molto più importante o tanto importante e bello quanto le cattedrali e i musei. ‘È il vero tempio della mente. Bisogna a tutti i costi mantenere la gratuità dell’accesso alla biblioteca, perché è il luogo d’accesso alla cultura più democratico. È un luogo di straordinaria importanza e i bibliotecari sono di estrema importanza’.

 

L’ESPERIENZA D’INSEGNANTE – L’autore francese ricorda che, quando insegnava, era solito spiegare ai propri alunni il metodo di classificazione dei libri. ‘Spiegavo loro come venivano classificati per genere, tema, nome dell’autore, titolo. Insegnavo loro a servirsi delle biblioteche di Parigi, le biblioteche della città nella quale vivevo’. Insegnare a fruire di una biblioteca rappresentana parte del suo lavoro.

CONSIGLI AI BIBLITOECARI – L’intervento si conclude con i consigli di Pennac a tutti i bibliotecari. Uno su tutti, l’aprirsi e non comportarsi come delle “porte chiuse”. ‘I bibliotecari non sono i custodi del libro ma i “contrabbandieri” del libro. Sono coloro che devono aprire le porte del libro, e per farlo devono saper parlare dei libri senza paura’. Essi, quindi, devono essere ‘capaci di raccontare i romanzi ai ragazzi, invogliare gli adolescenti a leggere questo o quel saggio.  Devono essere al tempo stesso accaniti lettori e bravi narratori; devono essere capaci di riassumere “Guerra e Pace” di Tolstoj ad un adolescente di 15 anni in tre minuti.  Devono essere in grado di farlo, devono allenarsi a farlo; è questo ciò che mi aspetto dai bibliotecari’. Come mettere in pratica tutto ciò? ‘Allenatevi tra amici, parlate di libri, bisogna invogliare i visitatori a leggere non solo i classici ma anche le novità, i libri contemporanei come “L’amica geniale” di Elena Ferrante o la “Solitudine dei numeri primi” di Giordano o “Acciaio” di Silvia Avallone’.

 

 

22 maggio 2015

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