Lettera di un’insegnante ai suoi alunni in vista dell’inizio dell’anno scolastico

Lettera di un'insegnante ai suoi alunni in vista dell'inizio dell'anno scolastico

Eccovi qui, ragazze e ragazzi. Inizia un altro anno di scuola. La faccia assonnata dopo un’ estate in cui vi siete svegliati alle undici. Noi professori dietro la cattedra a scrutare occhi confusi e a tratti  irriverenti.  Tornate a casa stravolti, dopo il primo giorno di lezione perché giugno per voi è lontano anni luce nel tempo e nello spazio. Ci impiegherete un po’ a riconnettervi con noi, con il diario da tenere aggiornato, con gli appunti da scrivere. Con  i vostri compagni di classe invece l’alchimia si riaccende immediatamente.

Ma sarebbe bello che anche fra di noi, fin dall’inizio, ci fosse sintonia anzi, per essere più precisi –  sapete  io sono una prof – una sintonizzazione emotiva in grado di permettere di leggere lo stato emotivo reciproco. Lo so, dipende in gran parte da noi che dovremmo cercare di farvi parlare di più, correggendo, quando serve, l’informazione o il concetto o la descrizione che esponete con un atteggiamento di conferma, ma contemporaneamente migliorando la forma dell’esposizione, sostituendo qualche parola con sinonimi più appropriati. Un’azione ben diversa dalla pura e semplice correzione, che è vissuta – giustamente – come censoria e odiosa da parte vostra perché non si accompagna sempre alla conferma positiva di voi come persone , come avviene invece in quello che si chiama rispecchiamento empatico.

Sempre più negli anni ho capito che avete bisogno di questo: di essere rassicurati nell’errore, di essere valorizzati quando riuscite, di essere spronati nell’indolenza. Il che richiede molta, moltissima energia. In qualche modo  ne siete voi il combustibile con le vostra curiosità, con il vostro entusiasmo, con le vostre domande pertinenti o meno, con gli occhi che brillano nel momento in cui scoprite qualche cosa di nuovo: “ Ma davvero, prof? Ma come può essere ?”Ecco, perché scocchi la scintilla fra noi non siate passivi o remissivi, abbiate invece il coraggio di far sentire la vostra voce, critica, ognuno di voi, perché siete tutti diversi: Lorenzo che guarda sempre fuori dalla finestra e si è costruito da solo un go-kart,  Sofia attenta e ordinatissima, Leonardo con le sue battute fulminanti che si annoia dopo cinque minuti , Francesco, puntiglioso e critico, pronto a fare le pulci a tutto, specialmente a quello che spiegano i professori, e poi Nikil, Alexander, Ashley.

Negli anni siete cambiati e ora siete un gruppo assolutamente disomogeneo nei colori, nelle tradizioni e nelle esperienze, ma anche compatto ai miei occhi perché devo catturare  tutta intera la vostra attenzione per minuti, ore e mesi su contenuti complessi e che so noiosi ( magari annoiano anche me !) e scherziamo su questo. Anzi, a volte ci divertiamo e sono contenta di fare il mestiere più bello del mondo. Un mondo, quello di fuori, che, negli anni, si è fatto più complesso e difficile e voi questa negatività l’avete percepita e spesso vi accostate alle difficoltà della scuola con un atteggiamento di rinuncia e di sconfitta. Sbagliato, perché avete la più grande risorsa a vostra disposizione e si chiama futuro e già da ora, che abbiate, dieci, quindici o diciotto anni, che siate in un liceo classico blasonato o in un istituto professionale di periferia, lo potete disegnare con i colori più belli e più vivaci. A partire da oggi, dal primo giorno di scuola.

Alessandra Pavan

Insegnante Liceo Scientifico Grigoletti di Pordenone – 4B

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