Lettera di Mario Ilardo al padre – #CaroTiScrivo

Felice, scusami.
È successo tutto così in fretta, e non c’è stato il tempo di salutare.
Questo maledetto lavoro sai.. Avrei dovuto darti retta, scegliere una vita diversa.

Ma lo sai che non ho mai ascoltato i consigli, nemmeno quando ero piccolo, un bambino pieno di possibilità e nessuna scelta.
L’impegno, è stata la mia scelta.
Impegno verso il mio lavoro, verso il mondo intero. Non hai condiviso, non hai accettato mai.
Ma non è stata una scelta, lo sai.

Tu, così laico, non potevi capirmi. Ma io ho capito te. Fino in fondo.
Le tue ragioni.. Quante imposizioni a causa delle tue ragioni..E quante gioie! Ma anche tante delusioni, tanti dolorosi addii.
Qualche mese fa, ho ascoltato la confessione di una cara amica, una di quelle che dovetti abbandonare per l’ennesimo trasloco.
È venuta a trovarmi, dopo anni mi ha cercato e trovato su un social.

Mi ha riconquistato subito, con una battuta: come sei elegante!
Ci siamo visti, tante domande e poche risposte, come sempre in questi casi.
Ha lasciato il confessionale tra le lacrime, avrei voluto aiutarla di più, ma non mi è stato possibile.
Devo aiutare me stesso adesso. Devo aiutarmi a lasciarti andare.

Spero di farcela domani, davanti ai parenti tutti, a dire che nonostante tutto ti ho amato e so di essere stato ricambiato.

Ti voglio bene, riposa in pace papà.

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