Lettera di Cristina Biolcati alla figlia – #AMioFiglio

Lettera di Cristina Biolcati alla figlia

La morte non è romantica così come insegnano i sogni. È una triste realtà, cara Giulia. Che imparerai col tempo. Purtroppo.
Sebbene tu abbia tanto amato, ella non verrà con le sembianze di chi ci ha fatto stare bene, come diceva un tempo qualche poeta. Non avrà i suoi occhi.
Perché le tue pupille saranno talmente offuscate che non potrai vedere più niente. Tranne quel viaggio mentale – ce n’è sempre uno – che tu ti starai facendo, e di cui nessuno saprà mai niente.
Ci hanno illuso, Giulia. E volevo dirtelo.
Non è dolce la morte. Mai. Non ha pietà e non rispetta nessuno. In essa non vi è niente di romantico, così come si crede alla tua età.
Dà sollievo, è vero, ma porta con sè tanto, troppo dolore.
E questo l’ho capito al capezzale di tuo nonno, lui, sempre così dignitoso, ritornato di colpo bambino. Col suo corpo rinsecchito dal male. In quel reparto “brutto”, dove lo si vede che in pochi hanno scampo. Per non dire nessuno. L’ho capito dalle pieghe del suo lenzuolo, avvolto attorno a lui come un bozzolo. Vuole evitarla la morte, tuo nonno. Con tutto se stesso, nonostante la sofferenza. Quella flebo scorre lenta, rilasciando veleno in vene che più non lo ricevono.
Presto sarà libero, tuo nonno. Te lo prometto Giulia.
Ma io non sarò più la stessa.
Non credo che ti farò mai leggere questa lettera. È uno sfogo per me, che sto vivendo questi giorni d’inferno. La catarsi che ha per me la scrittura. Tu e tuo padre mi prendete sempre in giro, ricordi? Perché scrivo ovunque. Anche sui tovaglioli di carta della colazione.
Niente di bello da raccontarti, oggi, Giulia. Mi spiace. Non le favole che ti piacciono tanto nè storie che siano adatte a una bambina.
La getterò nel cestino, allora, questa lettera. Perché è mio dovere proteggerti e preservarti il più possibile dalle brutture della vita. Finché si può. Finché posso farlo.
Aspettami, Giulia. Che in uscita dall’ospedale vengo a prenderti. E quando ti vedrò, nel cortile della scuola, il mio sorriso più grande sarà per te.

 

Cristina Biolcati

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