Lettera di Cinzia D’Ingecco – #CaroTiScrivo

Mi manchi.
Parole come incipit, che dovrebbero essere una conclusione, ma la vita alle volte ti costringe naufraga e nei messaggi dentro le bottiglie trova spazio solo l’essenziale.

“Piero è stato ricoverato per una leucemia acuta…” ha sussurrato Carla ancora col telefono in mano.
Le risate, i racconti, l’ironia, i sogni, tutto si è frantumato, risucchiato dal silenzio, contrazione dolorosa, non respiro. E quando la necessità di vivere mi ha costretto ad espirare, con l’aria, tempo, orgoglio, sono fuggiti, concetti lisi, monete senza valore corrente.

Mi manchi.
Lo ripeterò spesso in questa lettera, una per ogni volta in cui avrei voluto dirlo…Uno per i temporali estivi che hanno devastato la tua regione, uno per immagini della Sardegna che riempivano programmi di vacanze, uno per il tuo ufficio pieno di altra gente, uno per quando sola passeggio sul pontile, uno ancora per i momenti in cui percepisco la tua presenza così intensamente da crederti vicino.
Buffa la nostalgia, pensi di lenirla con il tempo, invece…

Buffi noi essere umani, padroni del domani e del dopo, poi una leucemia acuta e… scopri che l’unico tempo è il momento presente. E dove trovare quello necessario per tutte le carezze trattenute, le parole non dette, le occasioni mancate? Non voglio che questo accada fra me e te.
Sei un punto luminoso, un posto comodo in cui stare, un sorriso della vita e mi manchi. Voglio dirtelo perché questo silenzio mi pesa e l’orgoglio è solo una tana in cui nascondersi per paura di un rifiuto.

Ti chiedo scusa se riterrai questa lettera un’intrusione nella tua vita e rispetterò la tua scelta di silenzio. Se invece ogni tanto il mio ricordo s’intrufola nei tuoi pensieri, ti scalda il cuore, chiamami. Mi hanno rubato un paio di cellulari, ma il numero è lo stesso.

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