Lettera di Anna Maria Cassarà al figlio – #AMioFiglio

Lettera di Anna Maria Cassarà al figlio

My Darling,

Scrivimi… scrivimi quando avrai voglia di raccontarmi di te.

Scrivimi dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, anche di quelli che si sono sgretolati e che non esistono più. Scrivimi della tua amarezza, e se del caso della tua rabbia, per le aspettative, tradite e negate, di essere capita in proporzione alla tristezza che provi: scrivimi dei giudizi che ti addosseranno e dell’abbraccio che cercherai per trovare un po’ di pace nel tuo mondo.

Scrivimi delle tue mancanze, più delle assenze, che quello che ti manca fa sempre più male di quello che non hai più: scrivimi quando ripenserai alle mie parole fissando il mare dal molo ovest e risalendo la scogliera con gli occhi ti soffermerai a guardare l’Orsa maggiore, che guida ancora i nostri passi, soltanto che io la guarderò da un’altra costellazione, mentre tu sarai dove ti saprò sempre, ovunque ti troverai davvero.

Scrivimi quando alla luce del lampione del viale che si apre all’angolo di Vico Speranza m’immaginerai accarezzare ciò che restava dei tuoi capelli feriti per dimostrarmi quanto eri forte, mai abbastanza per me, mai abbastanza per lasciarti andare una volta per tutte. Scrivimi ogni volta che vorrai sentirti chiedere perché la registrazione che ti ho inviato non sarà più sufficiente.

Scrivimi del significato dei ricordi, di come ti piace riviverli, di come te ne prendi cura, della lotta tra presente e passato che affronterai o che starai già affrontando e sappi che non m’importerà di diventare secondo quando sono stato primo, non m’importerà di diventare passato quando sono stato presente, il tuo presente, o forse m’importerà e mi ferirai a morte, mi farai male, malissimo, ma credo di poterla superare e sarò felice per te, perché? Puoi immaginarlo da te.

Scrivimi, dunque, del tuo primo sorriso alla vita, quando la guarderai, come per la prima volta, con lo stupore di chi ci riprova a sentirsi bene, di chi prova a ricominciare, anche offendendo i ricordi o ciò che è rimasto di noi, perché è così che funziona quando non ce la fai: cerchi invano di distruggere quello che è stato nella speranza che sparisca tutto il dolore che hai dentro, ma quando ti accorgi che a far così vanno via anche i momenti di vita irripetibili richiami tutto alla mente e li conservi al loro posto e sei felice di tenerti anche quella pellicola di dolore che li riveste e che non se ne può andare, almeno non finché non lo vorrai veramente, mentre la paura, quella non la puoi tacere, nemmeno contro gli infiniti silenzi che le hai messo dinanzi e lo sai, finché non parli ti verrà a cercare.

Scrivimi delle tue insicurezze, continua a parlarmi di te e fino a quando ne avrai voglia, a notte fonda, non scordarti di chiudere gli occhi e di cercarmi trovandomi tra i momenti della tua giornata, sempre se te ne fossero capitati e se non ce ne dovessero essere scrivimi, anche solo per dirmi che non mi hai trovato, che non mi senti più accanto, che se anche non avessi scordato il suono della mia risata non ricordi più l’ultima volta che abbiamo riso insieme. Scrivimi se dovessi ritrovarti una mia foto tra le mani e nell’impossibilità di una vita assieme dovessi realizzare che mi hai perso per sempre. Scrivimi quando saprai a memoria tutti i messaggi che ti ho inviato e non avrai più messaggi da rileggere, mentre tu , mandami pensieri, tutti, tutti i pensieri che puoi, che quelli li leggo, anche se nessuno lo sa. Scrivimi tutte le volte che ti sentirai in difetto perché non ci sei, non sei qui con me. Scrivimi, a me solo, quei “mi manchi” che hai stampati negli occhi e non sai a chi destinare, credo siano per me.

Scrivimi di ogni circostanza in cui credi che i tuoi sogni non siano all’altezza di te. Tra tutte le volte in cui ti sto chiedendo di scrivermi, ti prego di scrivermi soprattutto quando avrai paura di non farcela, perché lo dicevi solo a me e devi continuare a dirmelo, perché in quel modo lo dici anche a te stessa e guardi in faccia le tue paure. Scrivimi, poi, anche quando la consapevolezza di non ottenere conforto dalle mie risposte sarà più forte di tutti i motivi per scrivermi che ti sto elencando: se non possiamo restarci accanto come vorresti, possiamo farlo come quando tutto è cominciato e non era ancora: nei nostri pensieri: tu, salda nella mia mente, come un pensiero che scacci, ma rimane lì e io lì, immobile fra i tuoi sogni. Infine, scrivimi quando ne avrai abbastanza di me, dei miei memorandum, delle mie parole, che invece di proiettarti nel futuro ti riportano ad abitare il passato e così non riesci ad andare avanti.

Scrivimi dei tuoi progetti, delle tue ansie per la nuova vita, che vorresti provare a lasciarmi in quell’angolino pur continuando a tenermi e… se lo volessi scrivimi di lasciarti andare, di lasciarti a te stessa e a chi dovessi scegliere o sceglierti.

Ti dico, scrivimi un pensiero eterno, che contenga tutte queste cose insieme oppure scrivimi soltanto che sei felice, anche solo una volta per tutte e se dopo anni, decenni o anche solo un secondo dopo sentissi come la mancanza della mia assenza tu non esitare affatto, solo scrivimi.

 

Anna Maria Cassarà

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