Lettera d’amore di Marianna Nusca

Sola e nel silenzio, mi ritrovo faccia a faccia col mio amore per te. Eppure mi sfugge: non vuole lasciar cogliere la sua essenza, non vuole essere raccontato.
Ma non essendo tu qui accanto a me, non m’è dato d’usare i miei occhi, né le mie braccia, il mio corpo o i miei gesti. Altro non mi rimane che l’uso delle parole.
Ma come si può descrivere un sentimento? Come lo si può comunicare con la ristrettezza della lingua?
Penso che quando s’ama qualcuno si prova sempre un po’ d’angoscia, di melanconia. E a volte, pensando all’oggetto del nostro amore, alla felicità si sostituisce un sentimento di vaga tristezza perché -Proust lo diceva- non possiamo possederci del tutto.
Il desiderio di fusione che accomuna gli amanti non viene mai pienamente soddisfatto ed essi allora si rincorrono per tutta la durata del loro amore.
Ma non sono proprio questa fuggevolezza e precarietà, questo rincorrersi continuo, l’essenza stessa dell’amore? Dolci pene cui volentieri ci abbandoniamo…
E spesso penso che è bello rimanere un poco celati, non conoscersi mai del tutto e fino alla fine conservare qualcosa che sia da scoprire.
Nelle mie notti, prima di prender sonno, mi chiedo cosa tu stia facendo, a cosa stia pensando. Ma non desidero davvero saperlo: non voglio conoscere la tua routine e le tue giornate, non voglio sapere dei tuoi pensieri o sogni; voglio rimanere in questa dubbiosa sospensione, bearmi di congetture ed immaginazione, perché non solo so di non poterti possedere, ma neppure lo desidero.
In queste giornate malinconiche e belle mi capita di fare pensose passeggiate.
Cammino tra le foglie morte e penso che il mio amore per te è scritto su ognuna di esse.
È scritto negli alberi e nelle nuvole, nel cielo e negli astri; nei sorrisi dei passanti, nei baci e negli abbracci di ogni amante del mondo.
Ed esso, al pari delle foglie, delle nuvole, delle voci e delle risate, viene spazzato via, trasportato altrove.
Forse verrà dimenticato da entrambi, ma se sarò fortunata giungerà fino a te: in un giorno inaspettato un residuo del mio sentimento potrà coglierti di sorpresa.
E vedi, io non ti chiedo nulla in cambio se non di sorridere al pensiero di me, del mio affetto che per un attimo ha potuto sfiorarti e toccarti.
Talvolta nelle mie giornate capita che legga una poesia, assista ad un tramonto o ad altri spettacoli che l’arte e la Natura sanno offrire e subito mi coglie il desiderio d’averti accanto a me, affinché anche tu possa godere di questi momenti.
La bellezza e la poesia delle cose richiamano il tuo nome.
Ed alla luce degli ultimi accadimenti violenti, della rabbia e dell’odio, un unico pensiero va formandosi nella mia mente: la bellezza e la poesia sole potranno salvarci.
Per questo rimango in contemplazione di ciò che di bello ci offre la vita ed in contemplazione del pensiero di te.
Se mai sei stato mio, certo è stato per poco, ma quel breve tempo s’è così dilatato, incastonandosi nel mio cuore, da bastarmi per mille vite, e grata ti sono per avermi lasciato vivere la tua perfezione.
Eppure non mi sento come una metà separata, non aspiro alla completezza, concetto per me incomprensibile ed inaccettabile. Ecco perché tutto quello che provo per te io non desidero che tu lo ricambi. Non voglio i tuoi occhi, non voglio le tue attenzioni né agogno trascorrere la mia vita al tuo fianco.
Mi basta saperti felice ed io sarò felice con te, seppur distante.
Ognuno felice nella sua propria Libertà, che m’è così cara che mai potrei rinunciarvi. Nemmeno per te, mio amore, mio pensiero.
Ma forse è qui che risiede la sincerità del mio sentimento: esso è vissuto felicemente, scevro da legami e desideri.
E quale che sia la sorte che m’attende, altro non voglio che confessarti, senza secondi fini e brama di possesso, senza pretese alcune, il mio amore.
Ma anche tu, se ami qualcuno, fa’ altrettanto: perché il mondo necessita di Bontà; perché Amore genera Amore e pure che non sia ricambiato “il compenso è certo in un modo o nell’altro”

A te,
Non mio eppure mio:
mio pensiero, mia luce ed ispirazione, mia guida verso il Bene.
Che questa lettera d’amore possa diventare una lettera sull’Amore.

Tua, ma non tua, sempre.

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