Lettera d’amore di Maria Teresa Schiavino

Missiva con cui comunicare ad un innamorato(a) la necessità di una relazione equidistante che poggi su basi razionali.

«Soggetto della mia predilezione inter/sessuale, mio selezionato ed eletto, sede di affetti positivi (sollecitudine, tenerezza, ecc.), a te sottopongo questo oggetto (od evento) perché ti richiami altri oggetti (od eventi); pratica questa generalissima che consente di comprendere ogni possibilità di riferimento alla condizione in cui mi trovo quale condizionata da una condizione antecedente:

il me in quanto Ente (che è) fa riferimento ad un oggetto (od evento) non (più) presente ma la cui presenza non è indifferente alla qualità di certi fenomeni di prodursi o regolarsi per sé (a questo proposito mi collego alla semiosi, caratteristica fondamentale del comportamento umano che consente l’utilizzazione del passato – di ciò che «non è più presente» – per la previsione e la progettazione del futuro – di ciò che «non è ancora presente» – ciò che fa dell’uomo un animale simbolico, in questo suo carattere venendo a radicarsi la possibilità di scoperta ad uso di quelle tecniche, in cui consiste propriamente la sua ragione.

Allora lascia che ti trasformi, te soggetto, momentaneamente in oggetto e applichi a tale oggetto la dottrina che considera il rapporto dei segni con gli oggetti cui si riferiscono; e che ti sottoponga al seguente sillogismo, certamente imperfetto, mio soggetto/eletto perché tu me ne sanzioni la validità ed efficacia (o la invalidità e inefficacia) quale sistema conoscitivo della caratteristica di autosvolgersi dei fenomeni che riguardano i soggetti/oggetti di questa digressione (X/Y):
A: l’azione di controllo e di direzione esercitata da un’emozione determinata sull’intera personalità dell’individuo umano di cui il tuo oggetto è figura ha una durata limitata;

B: la forma di emozione amorosa che domina la personalità ed è travolgente rispetto ad ostacoli morali e sociali e quotidiani ha una durata limitata;

C: il modo di essere e di rapportarsi degli oggetti tra loro risulta perciò soggetto a leggi di inferenza obbligatorie, sia di sistemi logistici che dei linguaggi formalizzati.

Da questo si giunge al rapporto per il quale una conclusione deriva da una o più premesse – che è l’antica tecnica della coesistenza umana, quella tecnica che rende possibile la interrelazione fra uomini (e donne). Andremo verso una nuova forma di causazione contrassegnata dalla mancanza di necessità dell’effetto rispetto alla causa che lo produce?

Mio soggetto privilegiato di rapporti inter/sessuali, non obliare il carattere fondamentale dei corpi fisici in quanto dotati delle tre dimensioni sensoriali – sensibilità, eccitabilità, felicità – che ne costituiscono la natura materiale, cosi come per Cartesio «il pensiero costituisce la natura della sostanza pensante». E’ dall’equilibrio di queste dimensioni e dall’inter/rapporto dei corpi fisici che si realizza quel generale stato di soddisfazione dovuto alla propria situazione nel mondo. (Già Occam scriveva: Non c’è materia che abbia parte distante da parte, onde sebbene le parti della materia possano unirsi tra loro (…) tuttavia mai possono esistere nello stesso luogo.)
Il me in quanto Ente (che è), messo di fronte al corpo fisico materiale dell’oggetto agente desidera partecipare personalmente a situazioni ripetibili, che si ripetano con sufficiente uniformità per dare a X (Ente) la capacità di risolvere alcuni problemi legati all’ascesa ultraintellettuale verso Y (oggetto agente).

E’ necessario, per procedere in questa direzione, l’uso di segni intersoggettivi comuni tali da rendere possibile la comunicazione, che:

1, godano della possibilità di scelta;

2, godano della possibilità di cambiamento;

3, godano della possibilità della concordanza reciproca dei cambiamenti.

Ti prego, non compiere, nei confronti del pronome con cui l’uomo designa se stesso, quell’operazione di astrazione capace di dare luogo ad un termine o ad una proposizione generale insufficiente a definire l’entità della relazione che si svolge tra i soggetti X e Y.
Ciò che non può essere ulteriormente ridotto a procedimento di analisi (X) dichiara ad Y:
X è preda di uno stato o condizione per il quale avverte il valore che una certa condizione (Y) ha per la sua vita;

X si trova in una disposizione ad agire, a desiderare nei confronti di quella condizione.

Qual è la risposta di Y?»

X=IO, Y=TU

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