Lettera alla mamma di Giuliana Pili – #CaroTiScrivo

Cara mamma,

oggi è il 2 ottobre 2010, e sono nove anni giusti che non ci sei più. E’ una giornata stupenda, soleggiata e quasi estiva, molto diversa da quella di nove anni fa. Pioveva, il cielo era scuro, quasi un presagio a quello che doveva succederti. Innanzitutto volevo dirti che in questi nove anni non ho passato un giorno in cui non ti ho dedicato un pensiero, dentro di me tu sei viva e il tuo ricordo mi tiene compagnia in ogni istante. Non c’è stato momento, difficile, felice, triste, allegro, in cui io non l’abbia condiviso con te, avendo spesso la sensazione che tu fossi con me a gioire per i miei successi a rattristarti per il mio dolore. Da bambina quando ero triste per qualcosa mi tenevi tra le tue braccia e cercavi di farmi passare la tristezza, ci riuscivi sempre perché il tuo cuore era pieno di buone parole e cercavi di trasmettermele. Sono cresciuta con i tuoi insegnamenti e ne ho fatto tesoro, non avrei mai potuto essere la donna che sono oggi se non ti avessi avuta come mamma. Mi hai cresciuta con dolcezza e non ricordo neppure una volta che mi abbia dato uno scapaccione, dicevi sempre che i bambini non si dovevano picchiare, che una buona parola era più efficace di cento scapaccioni. Eri così tu, convinta che non esistesse la gente veramente cattiva, che anche l’uomo più cattivo del mondo doveva per forza avere un qualcosa di buono, io continuo a cercare in ogni persona che incontro quel po’ di bontà e quando la trovo ripenso alle tue parole e capisco quanto fossi saggia, ma non sarò mai saggia quanto te perché tu eri tutto quello che io non avrei mai neppure immaginato di poter avere. Sei stata la persona migliore che abbia conosciuto, mi hai tenuto la mano quando c’era bisogno insegnandomi tuttavia a camminare da sola, ma con la consapevolezza che se fossi caduta ci saresti stata tu ad aiutarmi a risollevarmi.

Sei stata la prima persona che ha creduto in me, se sbagliavo qualcosa dicevi che non faceva niente e mi aiutavi a rifarla senza commettere gli stessi errori. Non mi hai mai sgridata per un brutto voto, per un compito andato male, per un interrogazione “saltata”, mi guardavi e dal tuo sguardo capivo. Avevi uno sguardo più eloquente di mille parole, dal tuo sguardo capivo se eri delusa, triste, felice, stanca, se avevi paura e mi fidavo di quello sguardo. Mi son fidata anche quel 2 ottobre di nove anni fa, ed è stata l’unica volta in cui mi ha tradito, ma forse ero io che non volevo leggerci la verità perché mi spaventava troppo. Erano le 7.30 del mattino quando siamo andate a salutarti prima dell’intervento, ci hanno fatte entrare ad una ad una, quando ti ho vista ho pensato che eri bellissima e mi sembrava strano come fino a quel momento non ci avessi mai pensato, l’avevo dato per scontato. Siamo state assieme qualche minuto, le infermiere mettevano fretta, il tempo di abbracciarti e salutarti e tu che mi dicevi: “Ci vediamo stasera tesoro…”, sono state le ultime parole che ti ho sentito pronunciare e ti ho creduta, ma se magari avessi scrutato meglio il tuo sguardo forse vi avrei potuto leggere un po’ di paura. Ma io non volevo leggervi niente che non fosse la speranza per quell’intervento e credere che quella sera ti avrei rivista.

La tua ultima immagine impressa nella mia mente è proprio quella in cui mi dicevi che ci saremmo riviste nel pomeriggio, tutto il resto non ho voluto vederlo, tu non potrai mai essere un corpo freddo in un triste obitorio, non tu mamma, non posso pensarti così… Posso ricordarti nelle tue mille sfaccettature, posso ricordarti quando qualche volta hai pianto nascondendoti da me, piangevi perché era successo qualcosa di brutto, soffrivi e mi sentivo impotente per non poter fare niente, ma se piangevi significava che eri viva e la vita ti avrebbe senz’altro offerto un’altra opportunità e sicuramente te ne ha offerte tante e tu col tuo ottimismo, con la tua forza le hai sempre sapute cogliere, dicevi sempre: “Fin che c’è vita c’è speranza” e superavi tutti gli ostacoli, sono cresciuta con i tuoi consigli, con il tuo incoraggiamento a non mollare, ce la puoi fare dicevi e allora ci provavo perché tu non dicevi bugie o comunque non le avresti dette mai ai tuoi figli…

Questa giornata limpida e soleggiata sembra quasi una giornata estiva, forse sei tu che da li dove sei hai voluto regalarmi un ultimo raggio di sole prima dell’arrivo dell’inverno forse per dirmi che stai bene, forse è un modo per non venir meno alla promessa di rincontrarci…

Il numero di casa sul cellulare continua ad essere memorizzato con “mamma” e quando qualche volta qualcuno mi chiama ho la sensazione che schiaccerò il tasto e dall’altra parte ci sarai tu, non rispondo mai al primo squillo perché è bello vedere lampeggiare sul display mamma, non appena risponderò l’incantesimo si spezzerà e riprenderà vita la realtà quella in cui tu non ci sei più… Non so dove tu sia, ne se ci sia o meno la possibilità che ci sia veramente qualche posto dove un giorno ci ritroveremo, voglio pensare che ci sia e che li un giorno ti rivedrò, ho una gran voglia di abbracciarti e ringraziarti per avermi fatto nascere dandomi così la possibilità di conoscere una persona straordinaria come te… Ciao mamma.

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