“Io ti aspetto” – Lettera di Ilaria Colacione

“Io ti aspetto” – Lettera di Ilaria Colacione

Cara Ilaria ti scrivo…

Mi chiamo Lucio, proprio come l’indimenticabile cantante, e non ho avuto la fortuna di nascere in una bella casa con giardino.

La mamma mi voleva bene, mi ha allevato finché ha potuto, ma poi, come accade in questi casi, le nostre strade si sono separate o forse sono scappato io, è difficile ricordarsene. Ho vagato a lungo per cercare riparo e sostentamento, ma non ne ho trovato. Ho chiesto aiuto a mio modo. Vedo palazzi alti, gente che corre e va di fretta, le chiamano Istituzioni. Cammino nell’ indifferenza, incrociando sguardi gelidi e cuori altrettanto distratti, ne ho fatto la mia abitudine. Io sono alto un soldo di cacio, nella mia botte piccola, però, c’è un’anima bella.

Mi dicono che sono buono e affettuoso, mi piace giocare, fare lunghe passeggiate al mare, specialmente a riva, dove l’odore di salsedine mi sfiora il viso, dove mi piace inseguire le onde che mi restituiscono il sorriso che spesso dimentico.
A dire la verità ho un po’ paura.. penso sempre che ritirandosi possano inghiottire anche me che sono così piccolo. Allora indietreggio a piccoli passi, mi viene la pelle d’oca. Guardandomi direi che sono proprio buffo e birichino..

La vita mi ha insegnato a nutrirmi di qualsiasi cosa, a cavarmela con qualsiasi mezzo. Non ho pretese particolari. Mi adatto facilmente alle situazioni. Amo catturare i raggi del sole e prenderne tutto il calore. Scoppio di salute.
Sono un amico, un fratello, un confidente.. so dare amore e voler bene. Sono quello che ti aspetta a casa la sera. Se vorrai sorridere troverai il mio sorriso. Se hai bisogno di piangere troverai i miei occhi e piangeremo insieme.
Ci addormenteremo vicini e faremo tesoro dei nostri sogni, tu me li racconterai e io me li immagino.

Avremo sogni diversi ma procederemo lungo lo stesso sentiero. Avremo cibo sulla nostra tavola e un tetto sulla nostra testa. Avremo la gioia di condividere e quella di dividere. Avremo la brezze del mare e il vento sulla pelle, avremo le pantofole nuove, tu le userai, io farò di tutto per fartene ricomprare ancora. Avremo occhi dentro occhi e cuore a cuore. Non importa chi sarai, cosa sarai, cosa saremo, dove vivremo. Non me ne faccio nulla. Io vivo d’amore.

Finchè un giorno, speriamo lontano, andrò via, probabilmente sarò vecchio e acciaccato ma correrò su di un Ponte, più forte di prima. Tornerò a correre come quando ero cucciolo e tornerò a vedere e a sentire come quando ci siamo conosciuti.
Da tre anni vivo in un canile lagher, i volontari di un’associazione ogni tanto si prendono cura di me e dei miei fratelli. Ma io cerco una casa e un buon amico/a.

Io ti aspetto cara Ilaria, ma anche Lucia, Alessandro, Francesco, Rosa. Sono Lucio, un beagle di tre anni, sono tutto bianco e marrone e questa è la mia storia.

*Adotta un cane dal canile, il tuo gesto ti riempirà la vita e la casa*

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