Tamara de Lempicka, “la baronessa col pennello”

Tamara de Lempicka conosciuta come “la baronessa col pennello” è tra le più apprezzate artiste dell’élite hollywoodiana
Tamara de Lempicka, “la baronessa col pennello”

MILANO – Tamara de Lempicka conosciuta come “la baronessa col pennello” è tra le più apprezzate artiste dell’élite hollywoodiana. Anticonformista, affascinante e scandalosa. Una donna che ha rivoluzionato l’arte ma anche la femminilità. Amò uomini e donne, che spesso furono il soggetto dei suoi dipinti, frequentò locali notturni e lesbo, travestendosi anche al locale “Rose”.

La vita

La celebre pittrice nacque a Varsavia il 16 maggio del 1898. Il padre Boris Gurwik-Górski, agiato ebreo russo, uscì prematuramente dalla sua vita (l’artista dichiarò per un divorzio, altri ipotizzano si fosse suicidato), così Tamara crebbe con la madre e i due fratelli. Nel 1907 accompagnò la nonna Clementine in un viaggio in Italia e in Francia, durante il quale imparò i primi rudimenti della pittura.

La formazione e la guerra

Studiò tra la Svizzera e la Polonia, trasferendosi dopo gli studi a San Pietroburgo. Qui conobbe il suo futuro marito, l’avvocato Tadeusz Łempicki, sposato nel 1916. Durante la rivoluzione russa la coppia fuggì a Parigi, dove Tamara iniziò a studiare pittura da maestri come Maurice Denis e André Lhote. Il suo stile pittorico fu fortemente influenzato dal movimento artistico dell’Art Déco, pur mantenendo al contempo una propria originalità. Al 1922 risale la sua prima mostra. Nel 1924 conobbe Marinetti in un locale: decisero di andare a incendiare il Louvre, intenzione miseramente naufragata al commissariato, dove andarono a recuperare l’automobile della Lempicka rimossa perché parcheggiata in sosta vietata. Ben presto divenne un’artista di successo, e nel 1928 divorziò dal marito.

Negli Stati Uniti

Fu ospite di Gabriele D’Annunzio, del quale rifiutò il corteggiamento, al Vittoriale. Nel 1933 sposò il barone Raoul Kuffner de Diószegh. Viaggiò per tutta l’Europa, trasferendosi in California allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e infine a New York, nel 1943. A seguito della morte del secondo marito, avvenuta nel 1961, Tamara andò a vivere a Houston in Texas, dove sviluppò una nuova tecnica pittorica consistente nell’utilizzo della spatola al posto del pennello. Le sue nuove opere, vicine all’arte astratta, vennero accolte freddamente dalla critica, tanto che la pittrice giurò di non esporre più i suoi lavori in pubblico. Nel 1978 si trasferì a Cuernavaca in Messico. Morì nella notte del 18 marzo,  a causa di difficoltà respiratorie: avrebbe dovuto dormire con la maschera dell’ossigeno, ma la trovarono senza. Come da sua volontà, il suo corpo venne cremato, e le ceneri vennero sparse sul vulcano Popocatepetl.

Lo stile

La sua pittura, costituita quasi esclusivamente da ritratti, espressione dell’ambiente altoborghese e aristocratico di cui l’artista fece parte tra le due guerre, rivela accanto a un accentuato verismo una personale interpretazione della lezione cubista.
L’artista è di gran lunga apprezzata dalla cantante Madonna, che è la sua più grande collezionista, e da Barbra Streisand. Quest’attenzione da parte dei V.I.P. per le opere della pittrice contribuì alla sua rivalutazione.

 

 

© Riproduzione Riservata