Analisi d'opera

“La lezione di danza” di Edgar Degas, un quadro che sembra una fotografia

È un quadro ma sembra una fotografia: "La lezione di danza" di Edgar Degas è uno dei capolavori dell'arte francese di fine Ottocento
DEGAS

Edgar Degas (19 luglio 1834, Parigi – 27 settembre 1917, Parigi) lo conosciamo più che latro per le sue ballerine. Ma cosa hanno di così speciale queste figure in tutù? Scopriamo insieme la grande novità che Degas introduce nell’arte tramite il celebre dipinto “La lezione di danza” (1873-1875, olio su tela, 85×75 cm, Musée d’Orsay, Parigi).

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La lezione di danza” di Degas, un’esempio di taglio fotografico

Tra i più grandi impressionisti di tutti i tempi, rientra Edgar Degas che lo possiamo considerare un soggetto a dir poco anti convenzionale rispetto agli altri. Mentre i suoi colleghi dipingevano all’aperto e immortalavano “l’attimo fuggente”, lui preferiva eseguire le sue tele in studio conferendo ai suoi soggetti un’incredibile taglio prospettico.

E proprio qui, in La lezione di danza“, troviamo una delle sue più grandi virtù: Degas riesce a dare l’illusione di grande immediatezza, quasi di un’istantanea fotografica nonostante il tutto sia stato realizzato con meticolosa ponderazione. Inoltre il colore è steso con zone ampie e pennellate sintetiche e non descrive ma evoca materie e volumi.

La scena e i soggetti

La scena che ha rappresentato Degas ha luogo nel nel foyer di danza dell’Opéra di Parigi in rue Le Peletier. Qui il pittore vi è potuto accedere solo grazie ad un suo amico direttore d’orchestra che gli ha concesso un lasciapassare. In quest’opera Degas sceglie un momento qualsiasi della lezione e, in questo caso, coglie proprio l’attimo in cui una giovane ballerina che si appresta a eseguire gli esercizi al centro del salone sotto il vigile occhio del maestro Jules Perrot.

Disposte in semicerchio intanto, le altre ballerine, reduci da un’estenuante sono esauste e approfittano di questo momento di pausa per riposarsi. La prima ballerina che notiamo è quella con il fiocco rosso tra i capelli sorpresa mentre si sta facendo aria con un ventaglio; ai suoi piedi troviamo anche un innaffiatoio e un cagnolino.

Alla sua sinistra, seduta sul pianoforte, troviamo una ballerina con il fiocco giallo che invece si gratta nervosamente la schiena con la mano sinistra lasciandosi scappare una smorfia di fastidio. Le altre ballerine svolgono poi le azioni più disparate: c’è infatti chi si aggiusta i capelli, chi ride, chi sta a braccia conserte, chi distende le gambe, chi si aggiusta il costume, l’orecchino, il nastro.

Il tagli dell’immagine e la costruzione dell’ambiente

L’inquadratura che Degas usa per realizzare La lezione di danza” è a dir poco innovativa, perché conferisce all’immagine un incredibile taglio fotografico con una ripresa che va dal basso verso l’alto, conferendo così un grande senso di naturalezza alla scena. Egli infatti, se notate bene, usa un’espediente molto interessante: l’artista tronca il punto di fuga sulla linea dell’orizzonte (che trasborda idealmente a destra al di fuori dell’opera) e conduce l’occhio dello spettatore al di fuori del quadro grazie alla disposizione delle linee che forma il paqruet.

Ad affascinare molto di questo quadro è sopratutto la costruzione dell’ambiente. Sebbene il troncamento della via di fuga prospettica non lasci intravedere il resto della stanza e l’ambiente ci appaia come senza ne porte ne finestre, non passa il senso di claustrofobia. Infatti, per evitare la sensazione di un’ambiente chiuso e opprimente, Degas utilizza l’espediente di un grande specchio al centro della sala.

Lo specchio riflette la parte destra del salone in cui stanno danzando le giovani ballerine, quella negata allo spettatore dalla fine della tela. In questo scorcio riflesso possiamo infatti intravedere il resto della sala da ballo e notare che nella parete adiacente c’è una grande finestra da cui filtra la luce naturale e tramite cui riusciamo a vedere il cielo e i palazzi di Parigi. Questo “trucchetto” per ingannare la prospettiva ed il punto di fuga, è una costante nelle opere del pittore; lo possiamo ritrovare infatti in opere come “L’assenzio“, “La classe di danza” e il “Il foyer della danza al teatro dell’Opéra“.

L’assenzio, 1875-1876, olio su tela, 92×68 cm, Museo d’Orsay, Parigi
La classe di danza, 1871, olio su tela, 85×75 cm
Il foyer della danza al teatro dell’Opéra, ca. 1872, olio su tela, 32×46 cm, Musée d’Orsay, Parigi

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