La citazione del giorno

“Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale…” di Anton Čechov

La frase del giorno è “Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra quale dovrebbe essere l’uomo” di Anton Čechov
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata “Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra quale dovrebbe essere l’uomo” di Anton Čechov, del quale oggi ricordiamo la nascita, avvenuta il 29 gennaio 1860 a Taganrog in Russia.

La citazione con cui abbiamo scelto di iniziare la giornata è tratta dai Quaderni di Cechov, ovvero quattro quaderni di appunti che si estendono cronologicamente dal 1891 al 1904 e contengono annotazioni e riflessioni dell’autore, prezioso riferimento per i biografi di Cechov. 

La colonna sonora di oggi è “Serenata rap” di Jovanotti

Anton Čechov, il pittore dell’animo umano 

Di origini umili, Anton Čechov è stato uno degli autori russi più amati di sempre. Le sue opere teatrali, insieme alle centinaia di racconti scaturiti dalla sua penna, sono una vera e propria enciclopedia dell’animo umano, ma anche una rappresentazione perfetta della società russa di fine Ottocento. Infatti, dietro l’apparenza di una società conservatrice e monarchica, serpeggiava il fermento di un mondo in rapida evoluzione, costellato di nuove figure sociali, incapaci di comunicare fra loro. Uno dei temi che segnano in modo significativo la poetica di Čechov è, in effetti, l’incomunicabilità, di conseguenza il fraintendimento, dunque il comico. Ma ben presto nelle opere di Čechov all’umorismo si aggiunge un velo di tristezza e i suoi personaggi finiscono con il constatare il fallimento dei propri ideali e delle proprie aspirazioni. Sensibile ai mutamenti della epoca, Čechov ebbe la capacità di cogliere e immortalare quel nuovo mondo nelle sue opere teatrali, fra cui ricordiamo le più celebri come “Il giardino dei ciliegi”, “Il gabbiano” e “Lo zio Vanja”. Lev Tolstoj paragonò il suo teatro a un tipo di pittura in cui le pennellate sembrano messe a caso, «come se non avessero nessun rapporto tra loro», mentre, guardando da lontano si coglie «un quadro chiaro, indiscutibile».

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L’innamoramento come slancio vitale

Nel tentativo di afferrare l’amore, i personaggi di Čechov finiscono spesso per mancarlo, sono personaggi che amano a metà, che si sottraggono all’assolutezza del sentimento per difendersi e rimanere nelle retrovie, al riparo dalla tempesta dell’amore. I suoi sono eroi arrendevoli, timidi, continuamente impegnati a contenere lo slancio vitale che ribolle dentro di loro. Ma, riflette Čechov nei suoi quaderni, c’è una condizione che più di ogni altra ci incoraggia ad abbandonare la nostra zona di comfort per vivere pienamente il nostro essere uomini: si tratta dell’innamoramento. L’innamoramento è, in questo senso, elettricità pura, in grado di scuoterci e destarci dal torpore in cui viviamo altrimenti. Dentro ogni donna o uomo innamorato, nasce spontaneamente un senso di ricerca, una sete inappagabile che sospinge gli innamorati a esplorare territori sconosciuti, a spingersi al di là dei confini tracciati per scoprirsi vivi, incredibilmente vivi. 

 

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