La citazione del giorno

“Non dare troppo peso all’ottimismo e al pessimismo; sforzati di cogliere il colore della vita stessa” di Henry James

La citazione del giorno è tratta dal saggio "L’arte del romanzo. Saggi sulla scrittura e ritratti d’autore”, pubblicato nel 1884 in Inghilterra e nel 1959 in Italia da Lerici Editore
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “Non dare troppo peso all’ottimismo e al pessimismo; sforzati di cogliere il colore della vita stessa “ di Henry James.

 La colonna sonora di oggi è “Diamante“ di Zucchero 

Henry James 

Henry James è stato uno scrittore, un critico e un saggista, statunitense di nascita e inglese d’adozione. Fratello del filosofo e psicologo William james, Henry è conosciuto per i racconti e i romanzi che trattano di coscienza e moralità. Attraverso una narrazione psicologica, le sue opere sono diventate un riferimento per buona parte degli scrittori moderni. Secondo una delle sue teorie più diffuse, ogni autore avrebbe il compito di manifestare attraverso la scrittura la propria visione del mondo.

Impegnato profondamente nel cambiamento della tecnica del romanzo e grazie alle sue straordinarie doti d’indagine psicologica dei personaggi, le sue opere raccontano dei difficili rapporti fra la civiltà americana ed europea. I suoi testi sulla “scena internazionale”, cioè sull’impatto dell’Europa sugli americani all’estero e l’opposizione tra il vecchio e il nuovo mondo, mettono in risalto il conflitto tra un’Europa sofisticata, tollerante e a volte corrotta e gli Stati Uniti idealisti e puritani.

“L’arte del romanzo” 

Libro non facilmente reperibile, “L’arte del romanzo” si presenta in quarta di copertina con le seguenti parole: Non molti tra coloro che si sono accostati all’opera di Henry James sono a conoscenza della sua attività saggistica. Eppure i suoi saggi mettono a fuoco i suoi più reconditi pensieri, ancora di più dei suoi romanzi, evidenziando la sua acuta intelligenza, e il lato più caloroso e umano della sua personalità di scrittore. “L’arte del romanzo” (1884) raccoglie le meditazioni critiche di Henry James, stese in un periodo di oltre trent’anni, su Balzac, Flaubert, Maupassant e Zola, nonché sul neoparigino Turgenev: saggi significativi per la comprensione della teoria letteraria e per capire profondamente lo sviluppo personale dell’autore.

 In uno dei saggi contenuti nel libro, James afferma che “l’unica ragione dell’esistenza del romanzo è il suo tentativo di rappresentare la vita”. In effetti le sue opere si concentrano sull’osservazione della vita sociale e sull’analisi psicologica dei personaggi e per fare ciò riducono al minimo i commenti del narratore e amplificano la presenza dei dialoghi.

Abbi riguardo per la vita

La citazione di oggi “Non dare troppo peso all’ottimismo e al pessimismo; sforzati di cogliere il colore della vita stessa. […] Ricorda che il tuo primo dovere è di essere il più completo possibile – e di rendere l’opera perfetta. Sii prodigo, sii riguardoso, e ambisci al premio” è un invito a ricercare senza sosta e con generosità il segreto della vita, al di là delle contingenze quotidiane. Oltre il pensiero positivo o negativo e al di là di ogni interpretazione, c’è una vita che chiede di essere osservata e ascoltata, c’è un senso profondo dell’esistere che vuole essere riconosciuto e svelato.

A tal riguardo James scrive: ”L’unico requisito a mio avviso intrinseco alla stesura di un romanzo è, come ho già detto, la sincerità. Questa libertà è un privilegio splendido, e la prima lezione per il giovane romanziere è imparare a esserne degno. ‘Apprezzala come merita’, gli direi; ‘prendine possesso, esplorala fino al limite ultimo, divulgala, gioiscine. La vita intera ti appartiene, e non prestare ascolto a chi vorrebbe stringerti nei suoi angoli dicendoti che soltanto qua o là dimora l’arte, o a chi vorrebbe persuaderti che questo messaggero divino si libra al di fuori della vita, respirando un’aria rarefatta e torcendo il capo dalla verità delle cose. Non v’è impressione di vita, né modo di vederla e sentirla, cui il disegno del romanziere non sappia offrire uno spazio.

 Esattamente ciò che scrisse Rilke nelle lettere inviate a un giovane aspirante poeta: “Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri.” Se volessimo tradurre questo suggerimento per chi non scrive ma vive, forse l’unica cosa da dire sarebbe: abbi il coraggio di vivere e abbi riguardo per ogni cosa che ti accade, la vita è tutto ciò che ti appartiene. Osservala senza giudizio, gustala in ogni suo sapore e gioiscine fino in fondo.

 

 

 

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