La citazione del giorno

“Non c’è che una stagione: l’estate…” di Ennio Flaiano

Per augurare a tutti un inizio di buona estate, ecco una bellissima frase che lo scrittore Ennio Flaiano dedica alla stagione più bella che ci sia
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Per suggellare il solstizio d’estate, che quest’anno cade straordinariamente il 20 giugno, una bellissima frase di Ennio Flaiano, tratta da “Diario degli errori” (Adelphi).

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

Ennio Flaiano, la vita

Scrittore, sceneggiatore e giornalista, Ennio Flaiano nasce a Pescara il giorno 5 marzo 1910 italiano. Giornalista specializzato in apprezzati elzeviri, Flaiano è ricordato anche come brillante umorista, critico teatrale e cinematografico. All’inizio degli anni ’30 Flaiano conosce Mario Pannunzio, così come altre grandi firme del giornalismo italiano: inizia così a collaborare per le riviste “Oggi”, “Il Mondo” e “Quadrivio”. Lavora a lungo con Federico Fellini, con cui collabora ampiamente ai soggetti e alle sceneggiature dei suoi più celebri film, tra i quali La strada, La dolce vita e 8½. Scrive e pubblica “Tempo di uccidere” nel 1947; questo suo appassionato romanzo sulla sua esperienza in Etiopia gli fa ottenere il primo Premio Strega. 

Diario degli errori 

Disteso lungo l’arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi, il “Diario” brulica di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi “calembour” concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze in zapping, tra incanto e sarcasmo. L’irrefrenabile tendenza all’autodistruzione della specie umana pervade “Diario degli errori” come un malinconico Leitmotiv: ma la crudele esattezza della tassonomia è in Flaiano venata dalla “pietas” del moralista disilluso.

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