La citazione del giorno

“Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente” di Virginia Woolf

La frase del giorno è tratta dal saggio “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, pubblicato nel 1929
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente” di Virginia Woolf, della quale oggi ricordiamo la nascita, avvenuta il 25 gennaio 1882.

La colonna sonora di oggi è “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia 

Virginia Woolf

Tra le scrittrici e attiviste più importanti del XX secolo, Virginia Woolf ebbe una vita tormentata e infelice, a causa della morte prematura della madre, quando aveva appena dodici anni, ma soprattutto a causa degli abusi sessuali perpetrati nei suoi confronti da parte di alcuni fratellastri, in conseguenza dei quali sviluppò nevrosi e depressione.

Figlia di una modella e di un critico e autore letterario, che la istruì in casa insieme alla sorella Vanessa, Virginia Woolf iniziò a esprimere il suo potenziale creativo solo dopo la morte del padre, avvenuta nel 1904. I suoi esordi avvengono sul Times, su cui scrive articoli e recensioni nel supplemento letterario. Dopo il matrimonio con un attivista politico, fonda il Bloomsbury set, un circolo di intellettuali che si occupa di letteratura, arte e politica e che diventerà punto di riferimento culturale nella Londra di quegli anni e per i successivi trenta. Si avvicina alle suffragette, movimento politico che si batte per l’emancipazione femminile e per il diritto di voto, divenendo così un’attivista pacifista e femminista. Il 28 marzo del 1941, dopo diverse crisi psichiche, si lascia annegare nel fiume Ouse con le tasche piene di sassi.

 

Una stanza tutta per sé

Virginia Woolf scrisse il saggio “Una stanza tutta per sé” nel 1929, dopo aver tenuto una serie di conferenze sulla scrittura, sulla condizione delle donne e sulla loro relazione. Partendo da un’analisi della storia del romanzo, in cui mette in evidenza la sproporzione tra autori e autrici, la Woolf racconta della continua svalutazione delle capacità artistiche e intellettive delle donne e della difficoltà di accesso alla pubblicazione. Tanto da arrivare a scrivere e domandare: “chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero e intrappolato nel corpo di una donna?”

Per la Woolf il problema fondamentale riguarda l’indipendenza economica delle donne, da cui dipende la possibilità di avere una stanza tutta per sé per dedicarsi allo studio, alla scrittura, all’osservazione e all’introspezione. Solo grazie a queste attività, ogni donna può raggiungere una totale emancipazione, e non essere costretta, per essere credibile, a rinunciare al proprio nome a favore di uno pseudonimo maschile.

 

Una mente libera

La citazione di oggi è estratta dal saggio appena descritto. La frase completa ha un preambolo, che permette di capire il vero senso delle parole della Woolf: “Chiudete a doppia mandata le vostre biblioteche, se volete; ma non c’è nessun cancello, nessun lucchetto, nessun catenaccio che potete mettere alla libertà della mia mente.”

In effetti se ci soffermiamo un istante a pensare a cosa accade oggi, la situazione pare completamente ribaltata. Sono le donne che tengono in vita, almeno in Occidente, l’editoria; sono donne le lettrici più accanite e più appassionate, coloro che si interessano di libri, frequentano gruppi di lettura o incontri legati ai libri; e questo divario inizia già in tenera età.

La prossima volta che ci capiterà tra le mani il libro di un’autrice, ricordiamoci della forza e del coraggio delle prime scrittrici, come Virginia Woolf, e del percorso che hanno dovuto affrontare per vincere il pregiudizio e la resistenza, per far emergere il loro talento e il loro modo di sentire e guardare il mondo, la vera ricchezza di cui oggi godiamo e che non sempre teniamo nel giusto conto.

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