La citazione del giorno

“Nessun affetto nella vita eguaglia quello della madre” di Elsa Morante

Per celebrare la Festa della Mamma, vi proponiamo una bellissima frase di Elsa Morante, da dedicare alle vostre madri
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Per celebrare la Festa della Mamma, vi proponiamo una bellissima frase di Elsa Morante, da dedicare alle vostre madri. Un omaggio a tutte le mamme del mondo, alla loro tenacia, alla loro capacità sconfinata di amare. A loro che sono i pilastri della nostra società, a loro che ci supportano in ogni momento e che ci guidano lunga la strada impervia della vita. 

Elsa Morante, la vita

Fra le più grandi scrittrici del Novecento, Elsa Morante iniziò giovanissima a scrivere filastrocche e favole per bambini. Ma anche poesie e racconti brevi, che a partire dal 1933, furono via via pubblicati su varie riviste di diversa natura. Prima donna a essere insignita del Premio Strega nel 1957 con il romanzo L’isola di Arturo, romanzo in cui l’assenza della madre è un tema centrale, Elsa Morante è stata autrice del romanzo La storia, che figura nella lista dei cento migliori libri di tutti i tempi, stilata nel 2002 dal Club norvegese del libro. Legata sentimentalmente allo scrittore Alberto Moravia, in una storia d’amore tra le più travagliate e romanzate di sempre, si lega in matrimonio con lui nel 1941. È stata anche una grande amica del poeta Pier Paolo Pasolini. 

L’isola di Arturo 

Ambientato intorno al 1938, Arturo è nato sull’isola di Procida e vive lì tutta l’infanzia e l’adolescenza. L’isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Arturo è orfano della madre, morta nel darlo alla luce, e non ha mai conosciuto una donna: nei momenti di assenza del padre vive esclusivamente in compagnia della sua bianca cagna Immacolatella a cui è molto legato. Ma tutto cambia quando con l’arrivo sull’isola di Nunziata, la nuova sposa del padre…

L’assenza della figura materna 

Il romanzo d Elsa Morante è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

 

 

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