La citazione del giorno

«Morire è nulla, perderti è difficile»: frase di Umberto Saba

Questa frase di Umberto Saba riesce ancora oggi a toccarci nel profondo, dando voce alla nostra paura più grande: perdere chi amiamo
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Per cominciare la giornata di oggi, vi proponiamo una bellissima frase di Umberto Saba, tratta dalla poesia “La foglia”,  contenuta nella raccolta “Mediterranee”, in ricordo del grande poeta triestino, nato il 9 marzo del 1883.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla, perderti è difficile.

Umberto Saba, il poeta delle piccole cose

Nato il 9 marzo del 1883 a Trieste, Umberto Saba è considerato il poeta delle piccole cose e della realtà quotidiana. Le sue poesie sono state raccolte in un “Canzoniere”, una vera e propria autobiografia poetica d’autore, in cui vengono presentati e trasfigurati liricamente gli episodi più importanti della vita del poeta. I suoi componimenti toccano la quotidianità, la vita in famiglia e gli affetti privati, come suggerisce la frase di Umberto Saba. Ed è partire da queste piccole cose che la riflessione si estende poi a temi universali, come la vita e il dolore dell’umanità.

L’amore, secondo Umberto Saba

Il tema dell’amore, centralizzato sulla figura della moglie Lina e su altri rapporti occasionali, ha nell’opera di Saba un’importanza fondamentale. Infatti, per Saba, i poeti altro non sono che sacerdoti di eros, cantori di una verità profonda ed elementare che unifica tutti gli esseri viventi: la brama. 

“Morire è nulla; perderti è difficile”

La frase di Umberto Saba è un invito ad accettare la vita per quello che è. Per cui la morte, così come la gioia e il dolore, fa parte della realtà quotidiana e, come tale, non possiamo che accoglierla. Eppure, nonostante la totale accettazione del poeta nei confronti della vita, dalla frase di Umberto Saba emerge un fatto innegabile. A volte, è più semplice accettare l’idea della propria morte che contemplare la perdita di qualcuno che amiamo. E di fronte a questa possibilità, ci sentiamo come foglie al vento, fragili e leggere, attaccate alla vita per miracolo. Sono passati oltre settant’anni da quando Umberto scrisse questi versi. Eppure il loro significato riesce ancora oggi a toccarci nel profondo, dando voce alla nostra paura più grande: perdere chi amiamo. 

Io sono come quella foglia – guarda –
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

 

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