Gli aforismi sull'immigrazione

Giornata Internazionale del migrante, gli aforismi più celebri

Numerosi scrittori hanno scritto di migranti in ogni epoca della storia e noi oggi vi proponiamo gli aforismi più celebri

MILANO – Oggi, in occasione della Giornata Internazionale del migrante abbiamo raccolto gli aforismi e le frasi più celebri dette dai migranti e sui migranti di ieri e di oggi. Fin dal passato il fenomeno della migrazione ha interessato interi Paesi, con enormi masse di persone che migravano altrove per le più svariate ragioni: religiose, politiche, economiche, sociali… E anche il popolo italiano fa parte di questa storia, non dimentichiamocelo!

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Quando uno lascia un paese, tutte le cose acquistano prima della partenza un valore straordinario di ricordo, e ci fanno pregustare la lontananza e la nostalgia.

(Corrado Alvaro)

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Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D. Su tutte le difficoltà riguardanti l’immigrazione, dico: diamo prima l’accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo.

(Andrea Gallo)

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Un immigrato è qualcuno che non ha perso niente, perché lì dove viveva non aveva niente. La sua unica motivazione è sopravvivere un po’ meglio di prima.

(Jean-Claude Izzo)

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L’immigrato ha un mondo del passato a cui appartiene e un mondo del presente al quale sempre, più o meno, sarà estraneo; suo figlio invece sta in tutti e due e molte volte in nessuno. Per questo c’è bisogno che il processo di integrazione abbia successo, in modo che la seconda generazione non resti chiusa nel ghetto.

(Antonio Muñoz Molina)

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Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.

(Marguerite Yourcenar)

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Niente è più gentile degli stranieri. Niente è più strano della gentilezza.

(Sara Paretsky)

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Non esisteva né un prima né un dopo né un altrove da cui immigrare.

(Italo Calvino)

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Le persone sconosciute o che appaiono all’improvviso, si dice che siano cadute dal cielo.

(Tertulliano)

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Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.

(Giovanni Paolo II)

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Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.

(Paulo Coelho)

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