La citazione del giorno

“Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria” di Umberto Eco

Perché odiamo? Ce lo spiega Umberto Eco in un passo tratto dal romanzo "Il cimitero di Praga", edito da Bompiani (2010)
citazione-umberto-eco

Perché odiamo? Che cosa scatta in noi tale da provocare un rigurgito di odio e violenza? Ce lo spiega Umberto Eco in un passo tratto dal romanzo “Il cimitero di Praga“, edito da Bompiani (2010). 

Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.

Il rapporto fra odio e identità secondo Umberto Eco

“Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile – afferma Umberto Eco ne “Il cimitero di Praga -. Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale – prosegue Umberto Eco -. È l’amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell’amico. Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio. L’odio riscalda il cuore.”

Di cosa parla “Il Cimitero di Praga”

Protagonista del romanzo è il capitano Simone Simonini, un falsario estremamente cinico che vive nel XIX secolo. Il romanzo è ambientato tra Parigi, Torino, Monaco di Baviera e Palermo e rielabora la storia del Risorgimento con dati e personaggi realmente esistiti. Eccezion fatta per il protagonista, unico elemento di fantasia del romanzo, Simone Simonini, notaio, spia, falsario e accanito antisemita. Il personaggio de “Il cimitero di Praga” è capace di falsificare ogni tipo di documento e, per questo motivo, desiderato e temuto da repubblicani, massoni, carbonari, gesuiti e satanisti. Il tratto di Simonini che Eco evidenzia maggiormente è proprio il suo antisemitismo. Il protagonista de “Il cimitero di Praga”, infatti, trascorre la sua esistenza a scrivere “I Protocolli dei Savi di Sion”, una documentazione palesemente falsa e inventata in cui ricostruisce un incontro tenutosi al cimitero di Praga, tra i dodici rabbini che fanno capo alle comunità ebraiche. Secondo la falsa ricostruzione di Simonini, durante la riunione i rabbini avrebbero definito i piani per sovvertire l’ordine delle cose e portare gli ebrei a governare il mondo.

© Riproduzione Riservata
Commenti