La citazione del giorno

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi…” di San Francesco d’Assisi

In occasione di questo Primo Maggio, vi proponiamo una frase di San Francesco d'Assisi, per riflettere sull'importanza e il valore del lavoro nella vita di ognuno di noi
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Per questo Primo Maggio, la festa dei lavoratori, vi proponiamo una frase di San Francesco d’Assisi. Un’occasione per riflettere sul valore e l’importanza che il lavoro ricopre nella vita di ognuno di noi e che oggi, più che mai, ci tocca profondamente. Il virus, infatti, non ci sta togliendo soltanto la possibilità di viaggiare e incontrare i nostri amici. Il virus ci sta togliendo uno dei nostri diritti fondamentali: il diritto al lavoro. Un diritto che oggi vogliamo celebrare, unendoci al coro di tutti coloro che ne sono stati privati. 

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.

Francesco d’Assisi, vissuto nel 13° secolo, voleva ripercorrere la vita povera di Cristo e degli apostoli. Voleva, come loro, amare e capire la sofferenza dei miseri. Cercò di mettere in pratica i precetti del Vangelo e volle predicare l’amore per il prossimo. Fu seguito da molti compagni, insieme ai quali percorreva instancabilmente villaggi e città, diffondendo il messaggio di pace e di carità annunciato da Cristo.

La rivoluzione di Francesco d’Assisi

Figlio di un ricco mercante, da giovane, Francesco sognava di diventare cavaliere e dimostrare il suo valore in battaglia. Ma qualcosa accadde nel suo animo: una crisi religiosa lo portò alla conversione. Così, decise di vendere tutto e distribuire il ricavato ai poveri. Una scelta davvero rivoluzionaria, dal momento che la Chiesa non aveva, prima di allora, mai rinunciato ai suoi lussi e privilegi. Francesco volle farsi povero e dedicare la sua vita agli indigenti.

Il valore del lavoro per San Francesco

Egli e suoi compagni dormivano dove capitava, si vestivano di stracci e camminavano a piedi nudi. Proibì ai compagni di chiedere denaro in elemosina, per non rubare la parte che spettava ai poveri. Tutti i frati dovevano mantenersi lavorando con le proprie mani, aiutando i contadini nei campi. In cambio potevano accettare soltanto un po’ di cibo. Per San Francesco, il lavoro assume dunque un valore importante nell’avvicinamento a Dio e al prossimo. 

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