La citazione del giorno

“Anche se il timore avrà più argomenti, tu scegli la speranza” di Seneca

Dalle Lettere a Lucillio di Seneca: "Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza e metti fine alla tua angoscia"
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La frase di oggi è tratta da “Le Epistulae morales ad Lucilium”, una raccolta di 124 lettere scritte da Lucio Anneo Seneca al termine della sua vita. 

“Scegli la speranza e metti fine alla tua angoscia” di Seneca

Soppesa, quindi, speranza e paura, e quando tutto sarà incerto, favorisci te stesso: credi a ciò che preferisci. Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza e metti fine alla tua angoscia; considera che la maggior parte degli uomini si arrovella e si agita, sebbene non vi siano mali presenti né certezza di mali futuri. Nessuno, infatti, resiste a se stesso quando ha cominciato ad essere inquieto e non riconduce i suoi timori alla realtà; nessuno dice: «Mente chi sostiene questo, mente: o se l’è inventato o crede a dicerie.» Ci lasciamo trasportare dal vento; paventiamo l’incerto come se fosse certo; non abbiamo il senso della misura, subito un dubbio si trasforma in timore.

Seneca, uno dei padri dello stoicismo 

Lucio Anneo Seneca, noto semplicemente come Seneca, è stato un filosofo, drammaturgo e politico romano. Fra i principali esponenti dello stoicismo, Seneca fu molto attivo nella vita pubblica, ricoprendo anche il ruolo di questore. Condannato a morte da Caligola, ma graziato da Claudio, divenne tutore e precettore del futuro imperatore Nerone. Dopo il cosiddetto “quinquennio felice” (54-59), in cui Nerone governò sotto la saggia guida di Seneca, l’imperatore e il maestro si allontanarono. Fu allora che Seneca decise di ritirarsi a vita privata, dedicandosi alla filosofia. Accusato di aver partecipato alla Congiura dei Pisoni, Seneca fu infine costretto al suicido.

Lettere a Lucillio

Le Lettere a Lucilio, scritte fra il 62 d.C., dopo il ritiro dall’attività politica ed il 64 d.C., anno della morte, sono un epistolario letterario raccolto in venti libri.I n questa pagine il filosofo scopre la propria dimensione intima e interiore, dominata dall’incertezza. Il tono resta sempre confidenziale e discorsivo, fruibile come una conversazione amichevole, perché come ebbe a dire lo stesso Seneca «la filosofia è un buon consiglio; e nessun consiglio si dà ad alta voce».

 

 

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