Errori ortografici

I 10 errori ortografici più comuni commessi dagli italiani (Parte 1)

Quante volte vi siete trovati davanti al dubbio su come si scriva una parola? Ecco le incertezze più diffuse che portano a compiere gli errori ortografici più comuni
I 10 errori ortografici più comuni commessi dagli italiani (Parte 1)

MILANO –  Gli errori ortografici sono sempre dietro l’angolo. Questo succede perché le regole che sono alla base della nostra lingua sono tantissime e prevedono ancor più numerose eccezioni. La lingua italiana ha poi una particolarità che riguarda le differenze che esistono nella lingua italiana e nella lingua scritta. Vediamo insieme i principali dubbi che affliggono la maggior parte delle persone che portano poi a errori ortografici, spesso anche gravi. Quale errori tra questi vi rende più nervoso?

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1) Come si forma il plurale delle parole che finiscono per -cia o -gia?

Vi sembrerà strano, ma molte persone si fermano un attimo prima della scrittura di alcune parole al plurale perché si trovano in difficoltà e alla fine finiscono per sbagliarle. La regola è semplice: “Se prima di -cia E -gia c’è una vocale, il loro plurale sarà in -cie e -gie.

Es: Il plurale della parola “valigia” è  “valigie” non “valige.”

Se però le parole che hanno una desinenza uguale a -cia e -gia e queste sono precedute da una consonante, allora il plurale sarà -ce e -ge!

Es: Il plurale della parola “faccia” è “facce” e non “faccie”.

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2) “Do”

Sia che indichi la nota musicale, sia che si riferisca alla prima persona singolare del presente indicativo, questa parola si scrive senza alcun accento o apostrofo.

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3) Come si scrive: va o va’? 

Ecco un altro errore molto comune. Stiamo parlando del verbo andare. Se si tratta della terza persona singolare dell’indicativo presente, la parola “va” si scrive senza apostrofo. Diversa è, invece, la situazione se si parla della seconda persona dell’imperativo, ” va’ “.  Attenzione, però, perché la seconda persona singolare nell’indicativo può essere apocopata in va’, mantenendo ovviamente il suo significato.

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4) D’accordo o daccordo? 

Una volta ascoltata la spiegazione, non avrete più alcun dubbi, assicurato. In questo caso è sufficiente ricordarsi che la forma corretta per questa parola è “d’accordo” perché si tratta di una elisione derivata dall’accostamento dei termini “da” e “Accordo”. La forma “daccordo” non esiste ed è sbagliata.

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5) C’entra o Centra? 

 

Ecco un’altra parola che suscita parecchia perplessità in molti ed è causa di altrettanti errori.  La diversa scrittura di questa parola implica però anche un diverso significato. “C’entra significa” “ci entra“ quindi se una cosa è coerente col contesto si dice che “c’entra”. Invece “centra” è voce del verbo “centrare”, quindi si “centra” un bersaglio, un obiettivo.

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