In evidenza

“Perché si dice?”, il significato dei modi di dire che iniziano con il verbo “fare”

"Perché si dice?", il significato dei modi di dire che iniziano con il verbo "fare"

Molti sono i modi di dire che nella lingua italiana usiamo senza conoscerne la storia o il significato. Oggi vi presentiamo l’origine dei modi di dire contenenti il verbo “fare”…

MILANO – Avete mai sentito dire un conoscente o per strada espressioni come “Fare fiasco” o “Fare il protoghese”, capendone il significato, ma senza conoscerne il perché di tale curioso accostamento di significato? Ci sono diversi blog e siti che raccolgono diversi modi di dire e che danno spiegazioni in tal senso. Oggi ci avvaliamo come fonte del blog di Maurizio Recca il quale, con il contributo di Fausto Raso, autore di “Giornalismo. Errori e orrori“, ha raccolto diversi modi di dire. Oggi vi presentiamo quelli legati al verbo “fare”.

 

Fare fiasco

Anticamente c’era a Firenze un artista comico che, ogni sera, si presentava tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo oggetto improvvisava versi buffi che facevano ridere il pubblico. Una sera si presentò con un fiasco, ma i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi. Da allora in poi si disse far fiasco per non riuscire in qualche cosa.

 

Far forno

Gli amanti del teatro dovrebbero conoscere quest’espressione che è propria, appunto, del gergo teatrale. Per la spiegazione e l’origine della locuzione ricorriamo a un dialogo immaginario tra padre e figlio.

Peppino non era più in sé per la gioia: il padre gli aveva promesso che il giorno del suo compleanno lo avrebbe condotto a teatro e sarebbe stata la prima volta che il fanciullo avrebbe assistito, “dal vivo”, a una rappresentazione del genere. L’attesa, quindi, era spasmodica. Quel giorno, finalmente, arrivò. “Sbrigati Peppino, oggi è il giorno in cui il teatro ‘fa forno’, la sala sarà tutta nostra, nessuno ci disturberà, vedrai come staremo bene. Il giovinetto, lì per lì, restò interdetto; pensò che il teatro in quel giorno si sarebbe trasformato in una … pizzeria, e lui non aveva voglia di mangiare una pizza, voleva andare a teatro, come promessogli dal padre. Si fece coraggio e chiese spiegazioni. “Papà, veramente mi avevi promesso che saremmo andati a teatro, non a mangiare una pizza; perché hai cambiato idea?”. “Sciocchino ­ ribattè il padre ­ andiamo a teatro, stai tranquillo, e la sala sarà tutta per noi perché ‘fanno forno’ “, appunto.

Nel gergo teatrale, dunque, “far forno” significa ‘rappresentare a teatro vuoto’. Quest’espressione è un calco sul francese ‘faire (un) four’ e, pare, si adoperasse quando la sala era quasi vuota e, accomiatati i pochi spettatori presenti, si spegnevano le luci rendendola in tal modo scura, buia come un forno”.

 

Leggi anche: L’origine dei modi di dire più utilizzati nella lingua italiana

 

Fare il portoghese

(Non pagare il biglietto). L’origine dell’espressione risale al secolo XVIII: l’ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro Argentina per la quale non erano stati distribuiti i biglietti d’invito; bastava presentarsi come “portoghesi”. (Dal Dizionario Enciclopedico Italiano).

 

Fare la cresta sulla spesa

Anticamente si chiamava agresto un condimento asprigno che si ricavava dall’uva poco matura e i contadini, quando coglievano l’uva poco matura per far l’agresto, coglievano anche un po’ di quella buona che avrebbero invece dovuto portare al padrone; e si diceva far l’agresto per indicare questa piccola ruberia. In seguito, far l’agresto è diventato far la cresta.

 

Leggi anche: “Perché si dice?” Ecco il significato di alcuni modi di dire

 

Fare una cosa di soppiatto

L’espressione significa “agire furtivamente, di nascosto”. Non tutti sanno, forse, qual è il significato proprio di “soppiatto”. E’ un aggettivo che si adopera esclusivamente nelle locuzioni simili: uscire di soppiatto; entrare di soppiatto, ecc. e propriamente vale “appiattandosi”. E’ composto con il prefisso “so(b)” ­ che è il latino “sub” (sotto) ­ e l’aggettivo “piatto” ­ che è tratto dal latino medievale “plattus” (‘largo’, ‘aperto’) ­ quindi “schiacciato”. La persona che entra di soppiatto, quindi, figuratamente si “appiattisce”, si “schiaccia” per ridurre il volume e non farsi notare.

 

Fare un tiro mancino

Se pensiamo che uno voglia colpirci, istintivamente teniamo d’occhio la sua destra; se il colpo ci viene invece dato con la sinistra, diventa più pericoloso, perchè inaspettato.

 

Leggi anche: Ecco l’origine e il significato di alcuni modi di dire

 

 

 

 

 

 

“Perché si dice?”, il significato dei modi di dire che iniziano con il verbo “fare” ultima modifica: 2018-06-18T12:33:10+00:00 da Salvatore Galeone

© Riproduzione Riservata
Tags