Ragazzi

Cos’è l’Etica Nicomachea di Aristotele, protagonista della seconda prova del classico

platone-aristotele

Chi è Aristotele e di cosa parla la sua Etica Nicomachea, da cui oggi è stata tratta la versione di greco da tradurre nella seconda prova di maturità per i licei classici…

MILANO – La seconda prova di maturità in corso oggi prevede una traduzione dal greco per i ragazzi dei licei classici. Il brano da tradurre è tratto dall’Etica Nicomachea, una raccolta di appunti del filosofo greco Aristotele, considerato il primo trattato sull’etica come argomento specifico. Aristotele non è molto frequente all’esame e torna al classico per terza volta in 40 anni, dopo la prova del 2012 e prima ancora nel 1978.

 

Di cosa parla l’Etica Nicomachea

L’etica in generale è la riflessione dell’uomo sul comportamento da tenere di fronte al bene e al male. Il libro di Aristotele su questo tema, suddiviso in dieci libri, è dedicato al figlio Nicomaco, come dice il nome. In questa opera il filosofo vuole chiarire quali siano i mezzi mediante i quali ottenere la felicità dell’uomo, cioè il bene. Ma come si arriva al bene secondo Aristotele? Comportandosi secondo virtù. Le virtù sono di due tipi: etiche, ossia relative all’azione, e dianoetiche, ossia relative all’intelletto. Una cosa è fatta secondo virtù quando rispetta il criterio del giusto mezzo fra eccesso e difetto. La virtù più alta, in cui consiste la felicità, è la sapienza: l’uomo è veramente felice quando può dedicarsi, senza altre distrazioni, alla contemplazione del mondo.

Leggi anche Ecco le tracce della seconda prova di maturità

 

Chi è Aristotele

Insieme a Platone e Socrate, è considerato il padre del pensiero occidentale: le sue idee, soprattutto riguardanti la logica e la scienza, erano considerate insuperabili nell’Europa medievale, e ancora oggi il nostro modo di pensare – anche se non ce ne rendiamo conto! – è influenzato dalla sua filosofia. Aristotele visse in Grecia nel quarto secolo avanti Cristo (384 – 322 a. C.); a 17 anni entra nell’Accademia di Platone, una scuola dove rimase per vent’anni confrontandosi con le più grandi menti del tempo. I rapporti con il maestro non furono sempre facili: Platone ammirava il giovane allievo ‒ lo aveva soprannominato ‘l’intelligenza’‒ ma a volte si scontrava con lui per le critiche che questi gli rivolgeva. Alla morte di Platone Aristotele lasciò l’Accademia e iniziò un periodo di viaggi, durante il quale insegnò in varie città, si sposò e fece da precettore al futuro Alessandro Magno. A 50 anni tornò ad Atene e fondò una sua scuola, detta Liceo perché vicina al tempio di Apollo Licio (anche oggi alcune scuole si chiamano così proprio richiamandosi alla sua scuola) o Peripato (dal termine greco perìpatos, ‘passeggiata’, perché spesso Aristotele faceva lezione passeggiando per i vialetti del giardino). Ben presto il Liceo divenne più famoso dell’Accademia: è al suo interno che prese forma l’enciclopedia del sapere aristotelica, articolata in scienze teoretiche, pratiche e poietiche (dal verbo greco poièin, “fare”), rispettivamente finalizzate alla conoscenza, all’azione e alla produzione.

Aristotele si allontanò dal maestro Platone perché aveva elaborato un pensiero molto diverso dal suo: la rivalità intellettuale tra allievo e maestro, che dura per molti secoli con lo scontro tra platonici e aristotelici, è rappresentata dal famoso affresco di Raffaello nei Musei Vaticani. Qui Platone punta un dito al cielo, cioè alle idee, perché considera imperfetta e inferiore la realtà di questo mondo. Aristotele invece indica la terra, cioè la realtà, che studia con meraviglia nella sua varietà.

platone-aristotele

Leggi anche Maturità 2018, ecco le tracce della prima prova

Leggi anche ‘La solitudine’ di Alda Merini nella traccia di maturità

Cos’è l’Etica Nicomachea di Aristotele, protagonista della seconda prova del classico ultima modifica: 2018-06-21T10:36:34+00:00 da Salvatore Galeone

© Riproduzione Riservata
Tags