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Audrey Hepburn, l’eleganza di essere donna

Audrey Hepburn, l'eleganza di essere donna

In occasione di #ImWoman, prosegue il nostro viaggio alla scoperta di storie di donne che nella loro vita hanno lottato per i propri diritti e dimostrato forza e tenacia…

MILANO – In occasione di #ImWoman, prosegue il nostro viaggio alla scoperta di storie di donne che nella loro vita hanno lottato per i propri diritti e dimostrato forza e tenacia. Dopo avervi raccontato la storia di Oriana Fallaci, Artemisia Gentileschi, Rosa Luxemburg e Frida Kahlo, vi raccontiamo la storia di Audrey Hepburn, una delle dive più amate di sempre e una delle attrici che più ha influito non solo sulla storia del cinema, ma anche dello spettacolo, dell’arte e della cultura, vera propria icona di stile ed eleganza.

L’INFANZIA – Audrey Kathleen Ruston nasce il 4 maggio 1929 a Bruxelles da padre banchiere inglese e da madre baronessa olandese. Da bambina frequentava la scuola di ballo e sognava di diventare una danzatrice come Margot Fonteyn. Durante la guerra lei e la sua famiglia hanno sofferto molto la fame, e la sua figura snella, secondo molti, deriva da questo periodo vissuto tra stenti e privazioni.

ICONA DEL CINEMA – A notare per prima il suo talento fu la nota scrittrice dell’epoca Colette, in vacanza a Montecarlo, che la volle come protagonista della sua commedia teatrale “Gigi”, tratta da un suo romanzo. A ventidue anni arriva la consacrazione: ottiene un ruolo di principessa birichina nel film “Vacanze Romane” di William Wyler, che le porta anche un Oscar come miglior attrice protagonista. Tre anni dopo il film “Sabrina” di Billy Wilder, con Humphrey Bogart la consacra come star di Hollywood. Non solo bella: Audrey Hepburn era un’ottima attrice, dal grande talento, tanto da venir ricercata da tutti i registi dell’epoca. Arrivano così film diventati pietre miliari del cinema come “Arianna”, “Colazione da Tiffany”, “My fair lady”, “Verdi dimore”, “Guerra e pace”, “Come rubare un milione di dollari e vivere felici”, “Storia di una monaca”, “Robin e Marian”, “Due per la strada”, “Cenerentola a Parigi” e tanti altri.

LA VITA PRIVATA – Nel 1954 si sposa con l’attore e regista Mel Ferrer, dal quale ebbe il suo primo figlio, Sean, mentre nel 1969, a causa della relazione clandestina con il medico italiano Andrea Dotti, nacque Luca, il secondo figlio. Divorziata da Ferrer, troverà nel 1981, finalmente, il compagno della sua vita, l’attore televisivo olandese Robert Wolders. Finita la carriera, dedica il resto della sua vita al volontariato, tanto da divenire ambasciatrice UNICEF. Il 20 gennaio 1993 Audrey muore di cancro al colon all’età di 64 anni presso Tolochenaz, in Svizzera.

Audrey Hepburn, l’eleganza di essere donna ultima modifica: 2017-03-08T13:14:49+00:00 da Salvatore Galeone

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