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“Viaggio al termine della notte”, gli aforismi più profondi del capolavoro di Céline

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Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Louis-Ferdinand Céline, innovatore della letteratura del Novecento. Lo ricordiamo coi migliori aforismi tratti dal suo libro più importante…

MILANO – Il primo luglio 1961 moriva Louis Ferdinand Auguste Destouches, meglio conosciuto con il nome Louis-Ferdinand Céline, il nome della nonna materna con il quale firmò tutte le sue opere. Considerato uno dei più influenti scrittori del 20esimo secolo, diede vita a un nuovo stile letterario che modernizzò la letteratura francese ed europea. La sua opera più celebre, “Viaggio al termine della notte” (1932), è un’esplorazione cupa e nichilista della natura umana e delle sue miserie. Per  l’anniversario della scomparsa di questo importante autore francese, vi presentiamo le frasi più toccanti del suo capolavoro.

 

‘L’amore è l’infinito abbassato al livello dei barboncini’

 

‘Quando non si ha immaginazione, morire è poca cosa, quando se ne ha, morire è troppo.’

 

‘Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli.’

 

‘La maggior parte della gente non muore che all’ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent’anni d’anticipo e qualche volta anche di più. Sono gli infelici della terra.’

 

‘Credevo al suo corpo, non credevo al suo spirito. La consideravo un’incantevole imboscata, la Lola, sul rovescio della guerra, sul rovescio della vita.’

 

‘Lola era con le mode morte che avvertiva il fuggire degli anni.’

 

‘La miglior cosa che puoi fare, no?, quando sei a ‘sto mondo, è di uscirne. Matto o no, paura o no.’

 

‘È più difficile rinunciare all’amore che alla vita.’

 

‘Se la gente è così cattiva, forse è solo perché soffre.’

 

‘La tristezza del mondo assale gli esseri come può, ma ad assalirli sembra che ci riesca quasi sempre.’

 

‘Fin che il militare non uccide, è come un bambino. Lo diverti facile. Non essendo abituato a pensare, quando uno gli parla è costretto per cercare di capire a decidersi a sforzi opprimenti.’

 

‘I tramonti di quell’inferno africano si rivelavano straordinari. Non te li toglieva nessuno. Ogni volta tragici come mostruosi assassinii del sole. Un immenso bluff.’

 

‘Filosofeggiare non è che un altro modo di aver paura e porta solo sterili fantasie.’

 

‘Tradire, si dice, è presto detto. Bisogna anche cogliere l’occasione. È come aprire una finestra in prigione, tradire. Ne hanno voglia tutti, ma è raro che ci riesci.’

 

‘Un padrone si sente sempre un po’ tranquillizzato dall’infamia dei suoi dipendenti.’

 

‘Non credete mai a prima vista all’infelicità degli uomini. Chiedetegli se riescono ancora a dormire… Se sì, va tutto bene. Basta quello.’

 

‘Chi parla dell’avvenire è un cialtrone, è l’adesso che conta. Invocare i posteri, è parlare ai vermi.’

“Viaggio al termine della notte”, gli aforismi più profondi del capolavoro di Céline ultima modifica: 2018-07-01T09:50:00+00:00 da developer

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