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Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte III)

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Terza puntata della mappatura letteraria degli Stati Uniti. Ecco i romanzi più rappresentativi di ogni stato americano…

MILANO – Prosegue la mappatura degli Stati Uniti d’America e dei libri che secondo il Brooklyn Magazine rappresentano l’anima più intima e profonda dei vari stati americani. Nella scorsa puntata abbiamo affrontato alcune tra le località più note e tra le destinazioni più frequentate dai viaggiatori. Per chiunque abbia magari già visitato questi luoghi, o abbia deciso in queste vacanze di cimentarsi con mete meno tradizionali, ecco la seconda puntata della mappa letteraria degli USA, in ordine alfabetico, dal Maryland all’Oklahoma:

 

MARYLANDJacob Have I Loved, Katherine Patterson (no trad.): ‘Tutti i sogni sulla mia partenza, e dietro di essi il terrore di partire. Mi ero avvinghiato ai miei sogni, a Rass, sì, e anche a mia nonna, tremando alla sola idea di trovarmi di nuovo fredda e pulita in un cestino dimenticato se solo avessi mollato minimamente la presa’.

 

MASSACHUSETTS – ‘The Bell Jar’, Sylvia Plath (trad. La campana di vetro): “Volevo trovarmi là, dove nessuno di mia conoscenza avrebbe mai potuto trovarmi”.

 

MICHIGANSplit Images, Elmore Leonard (no trad.): “Uscendo dal palazzo della Provincia e camminando verso est lungo la Jefferson ripresero a parlare del tempo, spostando lo sguardo al Ford Auditorium lungo la riva del fiume, la fontana con la nebbiolina in Hart Plaza, e Bryan disse che non sembrava aprile, il tempo era un po’ troppo mite. Aprile a Detroit era triste, umido e freddo, con la neve sporca lasciata dall’inverno; Angela disse che lei viveva in Arizona, a Tucson, e non ne capiva molto di meteo, a parte il tempo a New York quando cerchi un taxi; Bryan rispose che poteva anche essere sufficiente come conoscenza del meteo e che, se avesse voluto, avrebbe potuto spiegarle quanto il caldo poteva diventare afoso in estate”.

 

MINNESOTABetsy and Tacy Go Downtown, Maud Hart Lovelace (no trad.): “Betsy era così felice che sentiva il bisogno di starsene da sola. Salì in camera sua e si sedette sul baule di Uncle Keith. Il sole era tramontato dietro la casa di Tacy. Il vento si era alzato e gli alberi dai colori tenui si muovevano piano sotto un cielo cupo. Tutte le storie che aveva raccontato a Tacy e Tib sembravano danzare sotto quegli alberi, insieme a tutte le storie che aveva in programma di scrivere un giorno e a tutte quelle che avrebbe letto in biblioteca. Belle storie, Grandi storie. I classici. Non i racconti di Rena”.

 

MISSISSIPILong Division, Kiese Laymon (no trad.): “Le persone dicono sempre che per i cambiamenti ci vuole tempo. È vero. Ma in realtà sono le persone a cambiare sé stesse e poi devono decidere se vogliono davvero continuare a essere le nuove persone che sono diventate”.

 

MISSOURIStoner, John Williams: “Una morbidezza lo avvolse e un languore gli attraversò le membra. La coscienza della sua identità lo colse con una forza improvvisa, e ne avvertì la potenza. Era se stesso, e sapeva cosa era stato”.

 

MONTANALegends of the Falls, Jim Harrison (trad. ‘Vento di Passioni’): “ Seduto su un ceppo sotto il peso della morte di suo padre, nella mortalità intrinseca della cupola di foglie morenti e selvaggiamente colorate, egli comprese che la vita consiste solo nelle azioni quotidiane di ognuno… Nulla è uguale a qualcos’altro, compreso lui, e tutto cambia continuamente. Capì di non poter percepire tale cambiamento costante perché lui stesso stava cambiando insieme a tutto il resto”.

 

NEBRASKAEleanor & Park, Rainbow Rowell: “Da quando si erano conosciuti la prima volta Eleanor lo incontrava sempre in posti insoliti. Era come se le loro vite fossero linee sovrapposte, come se avessero una gravità propria. Di solito quelle casualità le sembravano come i migliori regali che l’universo avesse mai creato per lei”.

 

NEVADA – ‘Fear and Loathing in Las Vegas’, Hunter S. Thompson (trad. Paura e disgusto a Las Vegas): “Le allucinazioni sono davvero brutte. Ma dopo un po’ impari a tenere testa a cose tipo vedere tua nonna morta strisciare sulla tua gamba con un coltello tra i denti. Chi usa gli acidi ne è consapevole. Ma nessuno dovrebbe affrontare uno sballo come questo: vedere un fricchettone qualsiasi con un dollaro e 98 centesimi in mano camminare nel Circus Circus e improvvisamente comparire nel cielo sopra il centro di Las Vegas dodici volte più grande di Dio ululando qualsiasi cosa gli passi per la testa. No, questa non è proprio una città da droghe psichedeliche”.

 

NEW HAMPSHIRE – ‘A Prayer for Owen Meany’, John Irving (trad. Preghiera per un amico): “Le tieni a qualcosa la devi proteggere; se sei abbastanza fortunato da trovare un modo di vita che ti piace, devi avere il coraggio di viverlo”.

 

NEW MEXICOLeave Her to Heaven, Ben Ames Williams (no trad. ): “Sentirsi soli è una cosa. Essere soli è un’altra. Non c’è solitudine profonda come quella di un uomo messo alla berlina davanti a diecimila occhi; ma essere soli è essere liberi, liberi da occhi e lingue che osservano, interrogano, condannano”.

 

NORTH CAROLINALook Homeward Angel, Thomas Wolfe (trad. ‘Angelo, guarda il passato’): “I monti erano i suoi maestri. Erano orlati di vita. Erano la coppa della verità, al di là della crescita, al di là della battaglia e della morte. Essi rappresentavano la sua unità assoluta nel bel mezzo del continuo mutamento”.

 

NORTH DAKOTA – ‘The Round House’, Louise Erdrich (trad. La casa tonda): “Rimasi là nell’ombra della soglia a pensare con le lacrime. Sì, le lacrime possono essere pensieri, perché no?”

 

OHIOThe Bluest Eye, Toni Morrison (trad. ‘L’occhio più azzurro’): “Alcuni semi non verranno nutriti, alcuni frutti non verranno generati, e quando la terra uccide per scelta autonoma noi ci adeguiamo e diciamo che la vittima non aveva diritto di vivere”.

 

OKLAHOMA – ‘The Outsiders’, S.E. Hinton (trad. I ragazzi della 56a strada): “L’alba stave per arrivare. Tutto il fondovalle era ricoperto di foschia e a volte alcuni pezzetti si staccavano e si allontanavano fluttuando in piccole nuvolette. Il cielo a est era più chiaro, l’orizzonte una sottile linea dorata. Le nuvole da grigie si tinsero di rosa e la foschia divenne dorata. Ci fu un attimo silenzioso in cui tutto trattenne il respiro; e poi sorse il sole. Fu meraviglioso”.

 

Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte III) ultima modifica: 2016-11-08T10:15:00+00:00 da dario

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