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Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte II)

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Seconda puntata della mappatura letteraria degli Stati Uniti. Ecco i romanzi più rappresentativi di ogni stato americano…

MILANO – Prosegue la mappatura degli Stati Uniti d’America e dei libri che secondo il Brooklyn Magazine rappresentano l’anima più intima e profonda dei vari stati americani. Nella scorsa puntata abbiamo affrontato alcune tra le località più note e tra le destinazioni più frequentate dai viaggiatori. Per chiunque abbia magari già visitato questi luoghi, o abbia deciso in queste vacanze di cimentarsi con mete meno tradizionali, ecco la seconda puntata della mappa letteraria degli USA, in ordine alfabetico, dall’Alabama alla Louisiana:
ALABAMA – ‘To Kill a Mockingbird’, Harper Lee (trad. Il buio oltre la siepe): ‘Questa volta non combattiamo contro gli yankee, ma contro amici. Ricordati quanto ti dico: anche se le cose peggiorano, sono sempre nostri amici, e questa è sempre la nostra patria’.
ARIZONA – ‘Blood Meridian’, Cormac McCarthy (trad. Meridiano di sangue): ‘L’universo non è qualcosa di angusto, e l’ordine che vi regna non è ostacolato ad alcuna latitudine nel suo proposito di ripetere ciò che esiste in una parte in ogni altra parte. Anche in questo mondo esistono più cose fuori che dentro la nostra conoscenza, e l’ordine che voi vedete nella creazione è quello che ci avete messo voi, come un filo in un labirinto, per non smarrirvi’.
ARKANSAS – I Know Why the Caged Bird Sings, Maya Angelou (trad. ‘Il canto del silenzio’): ‘Se crescere è doloroso per una bambina nera del Sud, rendersi conto di essere fuori posto è la ruggine sul rasoio puntato alla gola. È un insulto superfluo’.
COLORADO – ‘Angle of Repose’, Wallace Stegner (trad. Angolo di riposo): ‘La nozione di casa può essere pienamente apprezzata solo dai senzatetto e può essere pienamente compresa solo da chi è stato strappato dalle sue radici’.

 

CONNECTICUT – ‘Uncle Wiggily in Connecticut’, J.D.Salinger racconto contenuto in ‘Nine stories’ (trad. Nove storie, racconto: ‘Zio Wiggily in Connecticut’): ”Quella sciocca cameriera’ disse Eloise senza muoversi dal divano. ‘Un’ora fa le ho scaricato due scatoloni nuovi di zecca davanti al naso. Entrerà da un momento all’altro per chiedermi cosa ne deve fare. E io dove diamine ero?”.

 

DELAWAREThe Good Lord Bird, James McBride (no trad.): ‘Alcuni eventi in questo mondo semplicemente non sono destinati ad accadere, non quando vorremmo noi, e il cuore ne deve essere consapevole e considerarla una promessa per il mondo di là da venire. C’è una ricompensa alla fine di tutto, ma è comunque un grosso fardello da portare’.

 

GEORGIACane, Jean Toomer (trad. ‘Canne’): ‘I venti della notte in Georgia sono poeti girovaghi, che vanno in giro bisbigliando’.

 

IDAHO – Train Dreams, Denis Johnson: ‘Gli piacevano le dimensioni grandiose delle cose nei boschi, il senso di smarrimento e lontananza, l’impressione di non correre alcun pericolo, con tutti quegli alberi come guardiani’.

 

ILLINOIS – ‘Native Son’, Richard Wright (trad. Paura): ‘Ma che diamine! Guarda! Noi viviamo qui e loro vivono lì. Noi siamo neri e loro bianchi. Loro possiedono cose, noi no. Loro fanno cose e noi non possiamo. È proprio come vivere in prigione’.

 

INDIANA – ‘The Stone Diaries’, Carol Shields (trad. Diari di Pietra): ‘La fa rabbrividire il pensiero che nessun paio d’occhi possa penetrare il soffitto e i muri della sua casa e guardarla mentre si muove nelle sue giornate surreali, mercanteggiando momento dopo momento con l’indolenza, quella tentatrice’.

 

IOWA – Gilead, Marilynne Robinson: ‘Ci sono due occasioni in cui la sacra bellezza del Creato diventa di un’evidenza abbacinante, e queste si presentano contemporaneamente. Una, quando sentiamo la nostra mortale inadeguatezza rispetto al mondo, e l’altra è quando sentiamo la mortale inadeguatezza del mondo rispetto a noi’.

 

KANSAS – ‘In Cold Blood’, Truman Capote (trad. A sangue freddo): ‘Poi, tornando verso casa, si diresse verso gli alberi, camminando sotto la loro ombra, lasciando dietro di sé il grande cielo azzurro, il sussurro delle voci nel grano curvo sotto il suo impeto’.

 

KENTUCKY – ‘Beloved’, Toni Morrison (trad. Amatissima): ‘Non le si presentava mai così orrenda come era in realtà, e questo la portava a chiedersi se per caso anche l’inferno non fosse in fondo un bel posto. D’accordo, c’erano il fuoco e lo zolfo, però celati in un boschetto tutto merlettato’.

 

LOUISIANA – ‘All the King’s Men’, Robert Penn Warren (trad. Tutti gli uomini del re): ‘L’aria così ferma fa male come il dolore della gengiva il giorno dopo aver tolto un dente, o come il dolore del tuo cuore nel petto quando ti ritrovi su un angolo di strada ad aspettare che la luce cambi e ti scopri a pensare a come erano le cose una volta e a come avrebbero potuto essere se non fosse accaduto ciò che era accaduto’.

 

Volete proseguire il viaggio? Ecco qui la terza e ultima parte.

 

Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte II) ultima modifica: 2016-11-07T10:40:00+00:00 da dario

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