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Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte I)

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L’America oggi vota per il suo 45esimo presidente. Per gli appassionati della cultura americana, proponiamo una mappa letteraria con i romanzi più rappresentativi di ogni stato degli USA…

MILANO – L’America vota per il 45esimo presidente. Hillary o The Donald, la democratica Clinton o l’outsider miliardario Trump. Un continente ricco di storia ed affascinante, quello americano, un vero e prorio riferimento nell’immaginario collettivo. E dato che la letteratura di una nazione è fortemente indicativa della sua storia e delle sue tradizioni, forse non c’è niente come un romanzo fortemente collocato e radicato nel territorio per sviscerare in maniera accurata e comprensiva tutte peculiarità che caratterizzano il luogo di origine.

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PERCEZIONE LETTERARIA E REALTÀ – A questo proposito, qualche tempo fa il Brooklyn Magazine ha pubblicato una mappa letteraria degli Stati Uniti ponendo in evidenza alcuni libri che meglio di altri sono rappresentativi dei posti in cui sono ambientati. I curatori della mappa volevano compilare una lista che fosse più di una semplice fotografia generale del luogo, ma che prestasse attenzione ai dettagli. Nessun libro può catturare completamente lo spirito di un’entità così vasta come uno stato, eppure ci sono storie che evocano in un modo così nitido un’epoca, un luogo e uno stile di vita che sembra quasi impossibile separare la percezione letteraria dalla realtà. Sono talmente interconnesse da influenzarsi reciprocamente. Il risultato è una lista capace di offrire spunti molti interessanti: alcuni di questi lavori sono dei veri e propri classici moderni, quasi tutti sono libri di narrativa, letteratura nella voce e nello spirito. Ognuno di loro consente d’immergersi in un’epoca e in un luogo in con un livello di immedesimazione che vi stupirà. Diteci in che stato siete diretti: vi diremo quale romanzo leggere.

 

MAPPA LETTERARIA – In questa prima puntata vi proponiamo una selezione dei titoli rappresentativi di alcuni degli stati, dei quartieri o delle città più celebri degli USA, da sempre mete ambitissime.

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ALASKA – ‘Into the Wild’, Jon Krakauer (trad. Nelle terre estreme): ‘Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso’.

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CALIFORNIA (del Sud) The White Boy Shuffle, Paul Beatty (no trad.): ‘Io ero il ragazzetto nero simpatico. A Santa Monica, come nella maggior parte dei santuari prevalentemente bianchi del degrado urbano, ‘ragazzetto nero’ è un identificatore molto versatile usato per distinguere il maschio nero inoffensivo dal giovane caucasico, mantenendo una semiotica politicamente corretta’.

 

CALIFORNIA (del Nord) – Suicide Blonde, Darcey Steinke (trad. ‘Bionda suicida’): ‘Vedrai, ci sono milioni di modi per sterminare le parti non corazzate di te stesso’.

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FLORIDA – ‘Their Eyes Were Watching God’, Zora Neale Hurston (trad. I loro occhi guardavano Dio): ‘Se ne stava sdraiata sulla schiena sotto il pero in fiore, immergendosi nel canto delle api, nell’oro del sole e nell’alito affannato della brezza, quando l’impercettibile voce la colpì del tutto improvvisamente. Vide un’ape polverosa tuffarsi nel punto più sacro di un bocciolo; le mille sorelle-calici arcuarsi per andare incontro all’abbraccio d’amore e l’albero in estasi rabbrividire dalle radici fino al ramoscello più sottile, stillando con delizia nettare da ogni bocciolo’.

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HAWAII –The Descendants’, Kaui Hart Hemmings (trad. Paradiso Amaro): ‘Scommetto che nelle grandi città puoi andartene in giro per strada con lo sguardo accigliato e nessuno verrà mai a chiederti cos’è che non va o a incoraggiarti a sorridere, ma qui è come se tutti pensassero che è una fortuna vivere alle Hawaii; il paradiso regna sovrano. Per quanto mi riguarda, il paradiso può andare a farsi fottere’.

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MAINECarrie, Stephen King: ‘Erano diventati una stella fissa nel mutevole firmamento delle relazioni del liceo, i Romeo e Giulietta riconosciuti. E lei pensò con improvviso fastidio che ci doveva essere una coppia come loro in ogni liceo bianco di periferia d’America’.

 

NEW JERSEY – ‘American Pastoral’, Philip Roth (trad. Pastorale Americana): ‘Sì, siamo soli, profondamente soli, e in serbo per noi, sempre, c’è uno strato di solitudine ancora più profondo. Non c’è nulla che possiamo fare per liberarcene. No, la solitudine non dovrebbe stupirci, per sorprendente che possa essere farne l’esperienza. Puoi cercare di tirar fuori tutto quello che hai dentro, ma allora non sarai altro che questo: vuoto e solo anziché pieno e solo’.

 

NEW YORK STATE – ‘Foxfire: Confessions of a Girl Gang’, Joyce Carol Oates (trad. Foxfire): ‘Le gambe di sbieco al cielo, la luna così luminosa da non poter pensare che fosse costituita di semplice roccia, come la roccia comune sulla Terra, e senza vita per di più; che riflettesse la luce di un sole invisibile e non splendesse invece di una potentissima luce interiore’.

 

NEW YORK CITY – Daddy Was a Number Runner, Louise Meriwether (no trad.): ‘Dio, quel corridoio era puzzolente, tutti quegli odori di Harlem che si scontravano… L’aria all’esterno non era molto meglio. Era il 2 giugno del 1934, un giorno soffocante, opprimente. Sui marciapiedi secchi della spazzatura allineati riversavano il loro contenuto nei canali di scolo, un cavallo demoralizzato che tirava un carretto di verdure lungo il viale aveva appena lasciato un mucchio di sterco fumante al centro della strada. Il caldo improvviso aveva svuotato i caseggiati. I bambini troppo piccoli per andare a scuola giocavano sui marciapiedi mentre le mamme si sporgevano dalle finestre alla ricerca di un po’ di frescura o si riposavano un momento sulle scale antincendio’.

 

TEXAS – Lonesome Dove, Larry McMurtry (trad. ‘Un volo di colombe’): ‘Il cielo d’oriente era rosso come carbone nella forgia e illuminava le anse lungo il fiume. La rugiada aveva bagnato i milioni di aghi dei cespugli di creosoto e quando la corona del sole spuntò dalla linea dell’orizzonte essi sembrarono costellati di diamanti. Un cespuglio nel cortile si riempì di piccoli arcobaleni non appena i raggi del sole toccarono la rugiada… Il sole diffuse la sua luce rosso-dorata sui cespugli scintillanti tra i quali si aggirava qualche capra belante. Anche quando il sole si innalzò sui bassi promontori a sud, uno strato di luce indugiò qualche momento al livello dei cespugli di creosoto, come indipendente dalla sorgente di luce. Poi il sole si sollevò nitido come un’immensa moneta. La rugiada si spense velocemente e la luce che aveva riempito i cespugli come polvere rossa si disperse, lasciando l’aria nitida e leggermente bluastra’.

 

Volete proseguire il viaggio? Ecco di seguito la seconda e terza parte.

Viaggio letterario negli USA: dimmi dove vuoi andare e ti dirò cosa leggere (parte I) ultima modifica: 2016-11-06T10:15:00+00:00 da dario

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