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Roberto Recchioni, “Il fumetto rende la letteratura più pop”

Roberto Recchioni, “Il fumetto rende la letteratura più pop”

Abbiamo intervistato Roberto Recchioni per parlarci de “La fine della ragione”, la graphic novel da lui scritta e disegnata, compresa nella collana Feltrinelli Comics…

MILANO – La storia di un mondo dove hanno vinto “loro”, in cui la scienza e la cultura sono state abiurate in favore della sapienza popolare e delle buone cure di una volta, e in cui una donna, madre disperata di una bambina malata, verrà trattata come un’eretica nella sua ricerca di quegli stregoni mistificatori noti come “dottori”. E’ questa “La fine della ragione”, la graphic novel scritta e disegnata da Roberto Recchioni (autore e curatore editoriale di Dylan Dog) in libreria con Feltrinelli Comics, il nuovo marchi oeditoriale curato da Tito Faraci. Lo abbiamo intervistato per parlarci della sua opera, della graphic novel e dei suoi progetti editoriali futuri.

 

Come nasce “La fine della ragione”?

Nasce da un’urgenza: era un periodo in cui continuavo ad osservare la deriva populista che su Facebook trovava la sua massima espressione, per colpa della gente e non del mezzo. Se da una parte le spinte della “pancia” della Nazione hanno costellato la nostra storia, ciò che è preoccupante oggi è il fatto che manca una forza politica che cerchi di arginarle. Anzi, tutti i partiti oggi cavalcano questa deriva populista. Il libro nasce dalla volontà di dire qualcosa in maniera molto diretta.

 

Nel libro viene ipotizzato un futuro apocalittico: tutto parte dal ritenere i libri espressione di una classe privilegiata, nemica del popolo. Quanto questa provocazione è purtroppo veritiera oggi?

Il libro sarebbe una distopia, un’ipotesi fantascientifica. In realtà ciò è diventato sempre più reale. Se è vero che da una parte il popolo tende a seguire delle spinte populiste, dall’altra abbiamo avuto istituzioni mediche, scientifiche e culturali che si sono chiuse in un contesto di incomunicabilità che non ha fatto che accentuare questo scontro. Una parte importante della nostra società ha smesso di parlare alla popolazione, e quindi il rapporto di fiducia che dovrebbe esistere oggi viene a mancare e ciò porta la gente a non credere a nessuno, nemmeno a punti di riferimento come gli insegnanti.

 

In che modo i libri, ed in generale la fruizione culturale, possono essere meno polverosi e più pop e di massa?

Il fumetto ad esempio è un linguaggio molto diretto e popolare per sua stessa natura, stilizzato e “semplificato”. In generale, ciò che occorrerebbe fare è ricordare che la letteratura è materia viva, che la realtà non si  deve ridurre a degli slogan e riaprire un discorso culturale basato sul confronto ed il dibattito.

 

Veniamo alla collana Feltrinelli Comics: pensi che l’incontro tra graphic novel e casa editrice classica possa catturare una nuova fetta di lettori?

Credo che la Feltrinelli porterà il fumetto in posti, in salotti ed in contesti dove prima non arrivava. Questo è già un grande merito. Credo anche che all’interno di Feltrinelli Comics gli autori stiano facendo un attento lavoro sul linguaggio. Ogni libro è pensato per essere molto fruibile anche da chi i fumetti non li ha mai letti, con rimandi che vanno dal romanzo fino ai meme di Facebook.

 

Nelle tue storie tornano spesso scenari futuri ed apocalittici. Ci puoi spiegare questa scelta?

Sono sempre stato un narratore di genere, un filtro per raccontare il presente. La fantascienza è un perfetto velo per il racconto del presente, non parla mai del futuro, ma del nostro attuale.

 

A proposito di futuro, ti chiedo alcune anticipazioni e novità che ci saranno durante il 2018 per la serie Dylan Dog.

Dylan va incontro ad un’estate interessante: uscirà la storia scritta da Dario Argento e Stefano Piani ed illustrata da Corrado Roi, un numero speciale con varie edizioni anche per le librerie. Da ottobre inizierà un ciclo di storie chiamato il “ciclo della meteora”, storie legate tra loro che porteranno direttamente al numero 400, scritto da me e disegnato da Gigi Cavenago che andrà a chiudere un’ideale trilogia iniziata con Mater Morbi e proseguita con Mater Dolorosa. Dal 401 in poi inizierà un nuovo arco narrativo di Dylan Dog.

Roberto Recchioni, “Il fumetto rende la letteratura più pop” ultima modifica: 2018-02-24T09:54:58+00:00 da Salvatore Galeone

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