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Perché “La donna cannone” di Francesco De Gregori è da considerarsi poesia

Perché "La donna cannone" di Francesco De Gregori è da considerarsi poesia

Quante volte avremmo voluto mollare tutto per inseguire il nostro grande amore? Come racconta De Gregori ne La donna cannone, qualcuno l’ha fatto…

MILANO – Quante volte i nostri più profondi desideri sono resi irrealizzabili dalla situazione? Quante volte i nostri sogni sono stati ostacolati dal nostro lavoro e dal nostro modo di vivere? Quante volte avremmo voluto mollare tutto per inseguire il nostro grande amore? Avremmo voluto ma per senso di responsabilità, buon senso o mancanza di coraggio abbiamo rinunciato. Eppure, come racconta Francesco De Gregori ne La donna cannone, qualcuno l’ha fatto, sfidando tutto e tutti.

Lasciare tutto

Al giovane cantautore romano l’idea della canzone venne leggendo un articolo di giornale intitolato La donna cannone molla tutti e se ne va, nel quale veniva raccontata la storia di una star di un circo che a un certo punto decide di partire inseguendo il suo grande amore. Due anime sentono di doversi amare ma la regola lo vieta – diceva l’articolo – Non avrebbero potuto esaudire il loro puro desiderio di condividere le proprie emozioni con l’altro perché “le regole del circo” non consentivano. Colpito dalla storia, De Gregori decise di raccontarla dando voce a quell’anima incatenata dalle severe regole circensi e componendo una delle più amate canzoni d’amore di sempre.

Senza fame e senza sete

La donna cannone, per poter essere libera e felice, aveva bisogno di un sogno più grande di quel tendone in cui dava prova della propria arte. Serviva un cannone che avesse la forza di farla volare ben più lontano. Quel cannone, pare chiaro, era l’amore. Un amore più grande e forte di ogni costrizione: e senza fame e senza sete, e senza ali e senza rete voleremo via. Ed è così che l’anima sente la necessità della fuga, di una svolta di cui sa essere l’unica protagonista (Tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò).

 

La promessa d’amore

De Gregori racconta la voglia di evadere e il bisogno di infrangere gli stereotipi. Una forza vitale che sa essere capace di grandi cambiamenti. Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, canta De Gregori, giuro che lo farò, e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò. Inseguendo un sogno tanto grande da spingerla ad abbandonare le amare certezze del presente pur di correre verso quel futuro tanto terrificante (perché ignoto) quanto agognato, perché racchiude una promessa d’amore. E con le mani amore, per le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò, non avrò paura se non sarò bella come dici tu, ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo più. Una poesia in musica che non ci stancheremo mai di ascoltare e cantare.

Dario Boemia

Perché “La donna cannone” di Francesco De Gregori è da considerarsi poesia ultima modifica: 2018-04-04T09:00:07+00:00 da francesca

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