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Peppino Impastato, le poesie più belle

Peppino Impastato, le poesie più belle

Nel giorno dell’anniversario dell’assassinio di Peppino (avvenuto il 9 maggio 1978), ricordiamo l’uomo che si è opposto alla mafia leggendo le sue poesie…

MILANO – Sì, Peppino Impastato oltre ad attivista e giornalista era anche un poeta. Nel giorno dell’anniversario del suo assassinio, avvenuto il 9 maggio 1978, ricordiamo l’uomo che si è opposto alla mafia rileggendo le sue poesie, poesie che parlano di semplicità e di inquietudini, di strade bagnate dalla pioggia e di nubi di fiato rappreso.

 

Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt’intorno è silenzio.

 

Il cuore batte con l’orologio,
il cervello pulsa nella strada:
amore e odio
pianto e riso.
Un’automobile confonde tutto:
vuoto assoluto.
Era di passaggio.

 

Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

 

Fresco era il mattino
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
“è andato in paradiso
a giocare con gli angeli,
tornerà presto
e giocherà a lungo con te”.

 

E’ triste non avere fame
di sera all’osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito.

 

Passeggio per i campi
con il cuore sospeso
nel sole.
Il pensiero,
avvolto a spirale,
ricerca il cuore
della nebbia.

 

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Peppino Impastato, le poesie più belle ultima modifica: 2017-05-09T10:39:35+00:00 da francesca

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