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Libri al posto delle slot machine in un bar di Roma

Libri al posto delle slot machine in un bar di Roma

Una storia a lieto fine e che ben ci fa sperare, dove i libri, come cavalieri senza macchia e senza paura, hanno dato nuova vita a un bar della capitale…

MILANO – “Un bar italiano è un posto di lunghe soste, come un club inglese, ma è anche un luogo di passaggi veloci, come un mercato cinese. E’ il posto dove, bevendo un espresso, si decide un affare o una serata, l’inizio di una collaborazione o la fine di un amore. In piedi, spesso: le emozioni verticali non ci spaventano”. Molti di voi sicuramente si ritroveranno leggendo queste righe di Umberto Eco, che riportano alla mente il gesto quotidiano del cucchiaino che gira frettolosamente il fondo del caffè o del drink assaporato al bancone alla fine di una lunga giornata. E’così che allora vogliamo raccontarvi una di quelle storie un pò a lieto fine e che ben ci fanno sperare, dove i libri, come cavalieri senza macchia e senza paura, hanno dato nuova vita a un bar della capitale.

Libri al posto delle slot machine

Ci troviamo in via Conca d’Oro, per la precisione in un bar al civico 234, in un bar della capitale. Su Baraonda News ci siamo imbattuti nella storia di Gianni Carbonaro, barista e propietario del locale, dopo che già Fan Page ne aveva parlato precedentemente in un video.  E’ una storia che scoprendola profuma di cornetti caldi a colazione e odore della carta stampata dei libri. Ma non è sempre stato così, perchè a guardare meglio quache tempo fa nel bar di Via Conca d’Oro, la scena che si presentava davanti agli occhi era quella dei clienti attirati dalla presenza persuasiva e pericolosa delle Slot Machine. Nulla di strano certo, ma a capire che nel bar ci fosse bisogno di una certa rivoluzione è stato lo stesso Gianni.

L’angolo nel bar dedicato al Bookcrossing

“O guadagni vendendo 2 o 3 caffè in più oppure vendendo 300 euro in più al mese di slot machine. Io ho preferito fare il barista e le ho tolte. Se pensavo solo ai soldi li lasciavo, ma io faccio il barista”, racconta il proprietario. “Io vengo dalle casette, dalle baracche. Vedere una vecchietta buttare i soldi fa male. Potrebbe essere mia nonna, mia madre. Prima venivano, chiedevano un caffè e poi si sporgevano verso le macchinette sentendosi in colpa”, racconta poi in un’intervista per Repubblica. Con queste motivazioni Gianni spiega il perchè della sua scelta, sostituire due videopoker con un angolo dedicato al Bookcrossing. Ora può raccontare felicemente di come dai giocatori seriali sia passato ai lettori seriali e di quanto sia soddisfatto di non dovere più temporeggiare la chiusura alla sera, per far si che i clienti finissero le loro partite in cerca di fortuna. E così il nuovo scenario, con i muri tappezzati di locandine di vecchi film, è più bello da assaporare. Oggi i clienti si lasciano trasportare dalle parole dei libri assorte nei loro pensieri. Libri che sono stati donati dai clienti stessi sopo un mese da questa piccola ma grande “rivoluzione”. Ora aprire e chiudere la siracinesca del bar è tutta un’altra emozione.

Libri al posto delle slot machine in un bar di Roma ultima modifica: 2018-04-05T09:13:09+00:00 da Salvatore Galeone

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