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Le storie più famose dei cani degli scrittori

Le storie più famose dei cani degli scrittori

Anche gli scrittori e i poeti sono stati dei veri e propri amanti degli animali. Ecco una carrellata di cani più o meno noti della storia della letteratura …

MILANO – Scrittori, poeti, saggisti: tutti indubbiamente legati dalla scrittura e dalla passione per la letteratura. E non solo… molti scrittori, infatti, avevano un animale da compagnia a cui erano molto legati e di cui parlano: nelle loro opere, nei diari privati ma anche in alcune lettere. Alcuni di questi animali sono stati anche citati in opere da altri scrittori e sfruttati addirittura, diventando pretesto vero e proprio per raccontare le biografie di questi celebri personaggi della letteratura.
Passione allora non solo per la gente comune, ma anche per gli scrittori. E adesso che è estate è bene non dimenticarsi di loro, così come i lettori di Libreriamo che hanno sposato attivamente l’iniziativa di BooksAndPets, per sensibilizzare sull’argomento dell’abbandono degli animali.

Lord Byron

Lord Byron, poeta inglese, aveva un cane di razza Terranova di nome Boatswain (che tradotto in italiano significa “Nostromo”). Il cucciolone di Byron morì nel novembre del 1808 perché affetto da rabbia. Il poeta lo curò senza timore di essere morso e di contrarre a propria volta la malattia. Famoso è “Epitaffio per un cane” che si trova sulla tomba di Boatswain a Newstead Abbey, in Inghilterra.

Anton Cechov

L’editore Nicolas Lykin regalò ad Anton Pavlovic Cechov, scrittore e drammaturgo russo ben due cuccioli di bassotto; lo scrittore chiamò il maschio Bromine (dal greco, “forte odore”) e la cagnolina Quinine (che è un antidolorifico). La seconda era pigra e poco attiva ed era la preferita dell’autore e, secondo il racconto della sorella di Cecov, Masha, la cagnolina ogni sera andava da Anton e gli metteva le zampe posteriori sulle ginocchia.

Charles Dickens

In una delle sue opere più celebri, Oliver Twist, Charles Dickens descrive un personaggio chiamato Bill Sikes, uno dei personaggi più cattivi descritti dallo scrittore. Sikes possiede un cane che si chiama Bull’s Eye, di razza Bull Terrier; la creaturina viene continuamente maltrattata dal suo padrone. Ma, nonostante ciò, i due sono inseparabili.

Alexander Pope

Alexander Pope era uno dei più importanti poeti inglesi del XVIII secolo. Nel 1712 scrisse un poema eroicomico intitolato “Il ricciolo rapito”: la protagonista di questa parodia epica si chiama Belinda, una giovane donna a cui viene tagliato un ricciolo da un libertino. Belinda possiede un cagnolino chiamato Shock; Pope descrisse questo cane non come un personaggio assestante ma come la somma dei luoghi comuni sui cani.

I coniugi Carlyle

Jane Welsh Carlyle era la moglie del celebre saggista scozzese, Thomas Carlyle. Questa aveva un cane di razza maltese di nome Nero che viene regolarmente descritto nelle lettere di Jane e nel suo diario, per ben dieci anni. Il cane era molto goloso di torta anche se il suo pasto giornaliero era pane e acqua, con l’aggiunta di zuppa.

Elizabeth Browning

Elizabeth Barrett Browning era una poetessa inglese, sposata col poeta Robert Browning. Elizabeth possedeva un cocker spaniel di nome Flush; molto spesso scriveva di lui, decantando il fatto che fossero compagni inseparabili. Flush divenne famoso grazie ad un romanzo di Virginia Woolf, intitolato proprio “Flush, vita di un cane” pubblicato nel 1933. Attraverso il punto di vista di questo Cocker Spaniel con il pelo fulvo, la scrittrice racconta la vita di Elizabeth Barrett Browning: del matrimonio con Robert Browning, della malattia della poetessa, della fuga in Italia, e della nascita a Firenze del figlio dei due, Pen.

Thomas Hardy

Thomas Hardy era uno scrittore e un poeta inglese che insieme a sua moglie Florence, aveva un fox terrier di nome Wessex, un cane piuttosto aggressivo. Amava proteggere il suo territorio anche e soprattutto quando qualche estraneo arrivava a casa Hardy. Persino il postino doveva fare attenzione a non farsi strappare i pantaloni.

Arthur Conan Doyle 

Lo scrittore scozzese, Arthur Conan Doyle ha inventato non solo il celebre investigatore privato Sherlock Holmes ma.. anche il suo cane, Toby che, in più di un’occasione lo ha aiutato a risolvere alcuni dei suoi casi, fiutando indizi. Toby compare per la prima volta ne “Il segno dei quattro”, del 1890, il secondo romanzo su Sherlock Holmes, un cane dal pelo lungo, con le orecchie pendenti, bianco e marrone, che il detective definisce persino migliore della polizia londinese.

 

 

Le storie più famose dei cani degli scrittori ultima modifica: 2017-07-15T09:27:49+00:00 da francesca

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