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I 10 libri più belli di Federico Garcia Lorca

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In occasione dell’anniversario della nascita del grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico Garci Lorca, oggi vi riproponiamo alcuni dei suoi libri più famosi….

MILANO – Il 5 giugno 1898, nasceva a Fuente Vaqueros Federico Garcia Lorca, grande personaggio della letteratura diventato famoso soprattutto grazie alle sue poesie. L’autore era anche molto conosciuto come drammaturgo. Sono tantissime le sue opere, oggi, ancora molto attuali. In occasione dell’anniversario della sua nascita, abbiamo raccolto i 10 libri più belli scritti da lui. Voi ne avete letto qualcuno? Quale vi è piaciuto di più?

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IMPREVISTO AMORE. POESIE PER GIOVANI INNAMORATI Le poesie d’amore di Lorca non sono poesie tristi per un abbandono o felici per una passione, sono poemi che si rivolgono continuamente domande, come fanno gli innamorati che perennemente si sentono insicuri, frastornati da un sentimento più grande di loro. Non esiste una regola in amore, esistono le immagini folgoranti, fiorite, pittoriche di un artista che si aggira in un giardino di piante amorose, a volte trionfanti, a volte cariche di rimpianti. Il libro ha una premessa di Saturnino e il testo a fronte.

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GIOCO E TEORIA DEL DUENDEGioco e teoria del duende’ risale al 1933, anno del secondo viaggio dell’autore nella Americhe. In apparenza, è una disquisizione di taglio postromantico che verte sulla illustrazione dello spirito nascosto della ‘dolente Spagna’. In verità, diviene una meditazione sulla genesi dell’arte e delle arti, un’esplorazione del ‘canto jondo’ (‘canto profondo, il primitivo canto flamenco) che si accompagna a quella dello stesso mondo poetico lorchiano.

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NOZZE DI SANGUEÈ la storia di una giovane donna la Novia (la fidanzata) costretta a sposarsi con un uomo che non ama, il Novio (il fidanzato) poiché già innamorata di un altro giovane, Leonardo, con il quale in passato ha avuto una storia di cui veniamo a conoscenza solo attraverso le discussioni di personaggi minori quali ad esempio la Madre, la madre del Novio e la Vecina. Subito dopo le nozze, in un crescendo di immagini che ci preparano all’evento, c’è la fuga della Novia con Leonardo della quale avremo notizia dalla Mujer (moglie) di quest’ultimo, già in precedenza insospettitasi di una possibile relazione amorosa fra i due personaggi.

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 NINNE NANNE Il volume ripropone il testo di una conferenza tenuta da Federico Garcia Lorca alla fine degli anni Venti intitolata ‘Las nanas infantiles’. Il poeta si concentra sulle ninne nanne, riscoprendo con passione e sensibilità una suggestiva tradizione popolare.

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YERMA Narra la storia di una contadina di nome Yerma, frustrata per il fatto di non poter dare alla luce dei figli con suo marito, Juan. L’opera esplora il conflitto interno di una donna sposata che aspira e cerca infruttuosamente di diventare madre, per sentirsi una donna completa. La tragedia della protagonista è annunciata dal suo nome (‘yerma’ è ‘deserto’ in spagnolo, ma significa anche ‘sterile’) e concretizzata dalla possibile sterilità della sua coppia. Juan, suo marito, non può né vuole avere figli. Il fatto che Yerma uccida suo marito, per l’impotenza, rende ufficiale la sua realtà e la sua tragedia. Le sue convinzioni morali non le permettevano di avere figli con altro uomo che non fosse Juan, mentre questo fosse in vita. Ironicamente, l’azione di Yerma è una risposta radicale e tradizionalista allo stesso tempo.

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IL PUBBLICO – Quando morì, assassinato dai franchisti a soli 38 anni, Lorca lasciò diversi inediti, tra cui Il pubblico, liberissima rivisitazione del Sogno di una notte di mezza estate e del Romeo e Giulietta shakespeariani. Immaginoso e divertito, appassionato e tragico, destinato ad un ‘teatro impossibile’ per la vertiginosa densità delle invenzioni poetiche e spettacolari, Il pubblico è anche un testo scandaloso, perché in esso l’omosessualità sempre negata e occultata dallo scrittore andaluso viene esposta e quasi esibita.

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ROMANCERO GITANO Apparso nel 1928, il ‘Romancero gitano’ resta senza dubbio una delle opere fondamentali di Federico Garcia Lorca e quella che ne consacrò definitivamente la fama e la popolarità, al punto che lo stesso poeta, anni più tardi, ancora poteva lamentarsi in una lettera a Jorge Guillén per quell’etichetta di gitanerìa che gli era rimasta appiccicata addosso: ‘I gitani sono un tema. E niente più. Io potevo essere poeta anche di aghi da cucire o di paesaggi idraulici. Inoltre il gitanismo mi dà un’aria di incultura, di mancanza di istruzione e di poeta selvaggio che tu sai bene che non sono. Non voglio essere incasellato. Sento che mi stanno mettendo le catene’. Tuttavia, se è vero che quello dei gitani è solo un tema, è anche vero che soltanto un poeta come Lorca poteva sentirlo e penetrarlo fino a trasformarne il facile folklore andaluso in qualcosa di profondo e universale. Come scrive Valerio Nardoni, cui si deve questa nuova traduzione, ‘il Romancero gitano è un ‘retablo’ cosmico, dove l’unica vera divinità è la pena negra, la traccia dell’eterna sconfitta dell’uomo nella sua lotta col mondo’.

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POESIE D’AMORE Il tema dell’amore si impose nella poesia di Federico Garcìa Lorca sin dagli inizi della sua carriera letteraria e ne attraversò tutta la produzione in modo talmente conflittuale e assillante da dare vita, come afferma Piero Menarini nell’Introduzione, ‘a un percorso di ricerca dentro e fuori di sé che procede e si amplifica entro gli esclusivi registri – a volte espliciti, altre criptici, sempre drammatici – della sofferenza’. Fu una ricerca costellata di domande – sulla possibilità dell’amore, su chi amare, su come amare alle quali però il poeta non sembra mai trovare una risposta positivamente intellegibile. Quelle raccolte in questo volume sono liriche di intensa e rara profondità, che coprono l’intero arco della produzione di Federico Garcìa Lorca, dai guizzi individualisti delle prime poesie fino ai sentimenti epici e universali della maturità, mostrandoci forse il lato più sofferto della sua opera.

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POETA A NEW YORK Nel 1929, in piena crisi estetica ed esistenziale, Federico Garcìa Lorca va a New York, restandovi un anno. Lì, e nel viaggio di ritorno, durante una breve permanenza a Cuba, scrive una serie di poemi che costituiscono uno dei punti più alti, se non il più alto, della sua produzione letteraria. Fino alla sua morte nel 1936, Federico lavorerà a riordinare tutto il materiale, che verrà pubblicato solo nel 1940 con il titolo ‘Poeta a New York’. Come scriveva Carlo Bo: ‘Se oggi abbiamo una certa idea di Lorca, non c’è dubbio che tale idea è stata autorizzata e consacrata dalla stagione americana e da un viaggio che ha avuto per regola lo spettacolo tradotto in termini drammatici di sangue e di morte. Un po’ come dire: Lorca ha potuto mettere a punto col soccorso della sua New York i termini centrali della sua visione poetica’.

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POESIE EROTICHE Per la prima volta in vita mia sto componendo poesia erotica. Mi si è dischiuso un campo insigne che mi sta rinnovando in modo straordinario’. Così scriveva Federico Garcia Lorca in una lettera del 1925 all’amico Melchor Fernàndez Almagro. Tuttavia, i frutti di questa nuova avventura poetica, non trovarono mai collocazione in un unico volume, ma furono sparsi nelle pagine delle più celebri raccolte. Questo libro, che rende omaggio a distanza di anni a un antico progetto del poeta andaluso, vuole essere una sorta d’itinerario cronologico che ripercorre l’intera sua produzione alla ricerca della linea evolutiva dell’eros, di quell’amore-passione inteso come irrisolta aspirazione. Ma non solo. Vuole, altresì, dare ragione della straordinaria complessità di tale lirica tesa – come dice Piero Menarini – a ‘una perenne e inquieta ricerca di un autorealizzante equilibrio tra anima, corpo e spirito.’

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I 10 libri più belli di Federico Garcia Lorca ultima modifica: 2016-06-05T08:21:00+00:00 da

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