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Giornata della Memoria, ecco le poesie più celebri per non dimenticare la Shoah

Giornata della Memoria, ecco le poesie più celebri per non dimenticare la Shoah

Per ricordare l’orrore della Shoah e soprattutto l’importanza di non ripetere certi orrori e stragi, vi presentiamo una raccolta di poesie su questo argomento …

MILANO – Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della memoria per non dimenticare l’Olocausto. Venne istituita ufficialmente dalla Repubblica italiana nel 2000 per ricordare l’orrore della Shoah, dell’Olocausto. Si è scelta proprio questa data perché il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata rossa buttarono giù i cancelli di ingresso al campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia. Per ricordare l’orrore della Shoah e soprattutto l’importanza di non ripetere certi orrori e stragi, dopo frasi ed aforismi vi presentiamo una raccolta di poesie per non dimenticare mai. Sul nostro sito puoi trovare anche una sezione aforismi dedicata alla Giornata della Memoria.

 

 

APRILE

Prova anche tu,

una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.

Non le case o i tetti, ma il cielo.

Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere Felice.

Anna Frank

 

.

SE QUESTO È UN UOMO

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per un pezzo di pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

.

 

UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE

C’è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro

quasi nuove:

sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica

‘Schulze Monaco’.

C’è un paio di scarpette rosse

in cima a un mucchio di scarpette infantili

a Buckenwald

erano di un bambino di tre anni e mezzo

chi sa di che colore erano gli occhi

bruciati nei forni

ma il suo pianto lo possiamo immaginare

si sa come piangono i bambini

anche i suoi piedini li possiamo immaginare

scarpa numero ventiquattro

per l’ eternità

perché i piedini dei bambini morti non crescono.

C’è un paio di scarpette rosse

a Buckenwald

quasi nuove

perché i piedini dei bambini morti

non consumano le suole.

Joyce Lussu

.

 

Da domani sarà triste, da domani.

Ma oggi sarò contento,

a che serve essere tristi, a che serve.

Perché soffia un vento cattivo.

Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.

Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.

Forse domani splenderà ancora il sole.

E non vi sarà ragione di tristezza.

Da domani sarà triste, da domani.

Ma oggi, oggi sarò contento,

e ad ogni amaro giorno dirò,

da domani, sarà triste,

Oggi no.

Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941

 

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ASSENZA FATALE

Un giorno Dio si assentò dalla Terra

per trascorrere interminabili anni di vacanze…

lasciando che il disordine degli eventi si manifestasse.

Le nubi oscurarono la luce dei cuori… e si scatenò l’inferno.

Campi di grano di spighe vuote inondati di sangue

di fiori morti… dai rigogliosi sprezzi e copiosi odi.

Coglievan le bestie a piene mani le vite innocenti

tra sordi e ciechi… e indifferenti macere coscienze.

Invano la Terra implorava pietà!

ma fu… la catastrofe dei popoli e dei valori umani.

Dio tornò e urlò alle genti… vergogna!

Marchiando l’uomo a bestia per sempre… e pianse.

Inondando la Terra da colpose lacrime per esser mancato…

e tornò alla luce, pian piano… la pace in Terra e nei cuori.

Marco Spyry

.

 

LA PAURA

Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto,

un male crudele che ne scaccia ogni altro.

La morte, demone folle, brandisce una gelida falce

che decapita intorno le sue vittime.

I cuori dei padri battono oggi di paura

e le madri nascondono il viso nel grembo.

La vipera del tifo strangola i bambini

e preleva le sue decime dal branco.

Oggi il mio sangue pulsa ancora,

ma i miei compagni mi muoiono accanto.

Piuttosto di vederli morire

vorrei io stesso trovare la morte.

Ma no, mio Dio, noi vogliamo vivere!

Non vogliamo vuoti nelle nostre file.

Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore.

Vogliamo fare qualcosa. E’ vietato morire!

Eva Picková

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LEGGI ANCHE: GIORNATA DELLA MEMORIA, GLI AFORISMI PER NON DIMENTICARE LA SHOAH 

Giornata della Memoria, ecco le poesie più celebri per non dimenticare la Shoah ultima modifica: 2018-01-26T15:00:00+00:00 da francesca

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