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Ecco perché “Pinocchio” è un capolavoro senza tempo

Ecco perché "Pinocchio" è un capolavoro senza tempo

L’intervista a Martino Marazzi, professore di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Milano e organizzatore del convegno su Pinocchio “Senza giudizio… e senza cuore”…

MILANO – Folgorante, intrigante, affascinante, emozionante, drammatica. Gli aggettivi con i quali è possibile definire l’opera più grande di Carlo Collodi, “Le avventure di Pinocchio“, sono infiniti, perché “C’è tutto in Pinocchio”, il personaggio della letteratura italiana più letto e amato all’estero. E proprio a Pinocchio è dedicato il convegno internazionale di studi «Senza giudizio… e senza cuore», che si svolgerà nelle giornate di giovedì 18 e venerdì 19 maggio all’Università Cattolica e alla Statale di Milano (a questo link il programma completo della due giorni). Abbiamo parlato del convegno e di questo intramontabile personaggio con Martino Marazzi, professore di Letteratura Italiana dell’Università degli Studi di Milano e organizzatore del convegno.

Quale necessità vi ha spinto a organizzare un convegno su Pinocchio?

Non c’è una necessità particolare. Spesso i convegni vengono fatti in occasione di anniversari, ma questo mancato aggancio è in verità la controprova che Pinocchio è sempre attuale. Essendo un classico, si può sempre fare un discorso su di lui. Nel corso di questo anno di preparazione, mi sono accorto che ci sono tanti segnali “pinocchieschi” intorno a noi. C’è stata questo inverno una pièce teatrale di Antonio Latella al Piccolo Teatro di Milano e c’è in lavorazione un film di Garrone. Credo che su Pinocchio si stiano aprendo nuove prospettive. Non è un caso che il convegno sarà aperto da Daniela Marcheschi (Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, ndr), che negli ultimi anni ha pubblicato 4 volumi di edizioni critiche di Collodi in collaborazione con la casa editrice Giunti.

Perché il personaggio di Pinocchio è ancora attuale?

La favola di Collodi è una sorta di miracolo, di racconto che non si esaurisce mai. Ha una freschezza e una profondità che sembrano inesauribili. Intorno al personaggio del burattino si possono fare tutta una serie di interpretazioni culturali e psicologiche ma quello che è affascinante è accettare che una grande fiaba si rifranga attraverso tantissime declinazioni, come l’arte di oggi, che è fatta – come aveva capito Andy Warhol – di multipli e di serialità. Pinocchio, italianissimo, ha una grandissima capacità metamorfica e ha tante declinazioni quanti sono i suoi lettori. Nel convegno si passeranno anche in rassegna i momenti più intriganti di questa ricezione.

Diverse sono le tensioni presenti nel personaggio di Pinocchio, tensioni che ci spingono ad amarlo.

È un burattino che vuole diventare un uomo. Nella sua storia c’è la tensione del desiderio e la ricerca dell’amore, di una paternità e di una maternità. In questo suo tragitto del desiderio Pinocchio incontra anche il dolore. Al tempo stesso nella fiaba c’è una sorta di carica anarchica, creativa, di fuga, di ribellione, come mostra il paese dei balocchi, e c’è anche la scoperta della mancanza, della irrealizzabilità dei propri desideri.

Ci può fare un’anticipazione di quanto racconterà durante il suo intervento al convegno?

Pinocchio almeno dagli anni ’60 in avanti ha dato vita ad alcuni saggi e interventi di assoluto spessore, come la riscrittura di Pinocchio fatta da Giorgio Manganelli, come la rilettura a teatro di Carmelo Bene e le rese televisive e cinematografiche. Poi c’è stato anche il Pinocchio di Benigni, da considerarsi un impegno importante. Questa è solo una parte della vicenda, ma possiamo dire che l’attenzione sempre crescente riservata a Pinocchio è stata accompagnata da una riscoperta di Collodi come scrittore, di cui sono state recuperate le opere minori. Collodi è una figura da meglio mettere a fuoco e di questo parleranno Massimo Prada e Daniela Marcheschi. Oramai si è venuto a creare un corpus di studi e proposte che fanno sì che Pinocchio e gli altri lavori di Collodi siano ascrivibili a pieno titolo alla grande letteratura, non riducibili a una letteratura per l’infanzia, intesa in senso minore.

Molto diversi tra loro saranno i vari interventi?

Assolutamente sì. Paola Ponti, per esempio, farà un discorso quasi economicistico, mettendo in rilievo un particolare: il rapporto tra Pinocchio e i soldi, tra Pinocchio e le necessità pratiche. Illustrerà come la letteratura riesca a riflettere e a criticare l’utilitarismo, un orizzonte solo materiale, un orizzonte necessario ma che non soddisfa per intero le pulsioni desideranti dell’uomo. Bruno Cavallone, grande autorevole studioso di filosofia del diritto, parlerà invece del suo libro “La borsa di Miss Flite” (Adelphi),  nel quale ha riletto una serie di grandi classici della letteratura che hanno a che fare con i processi, a partire da Kafka. Cavallone ci mostrerà la grande acutezza e modernità di Collodi nel presentare un Pinocchio che scardina i luoghi comuni. Si parlerà di una molteplicità di aspetti legati al capolavoro di Collodi: il corpo, i soldi e la politica, il senso della giustizia e dell’ingiustizia. C’è tutto in Pinocchio, dalla necessità di amore al bisogno di soccorso.

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Ecco perché “Pinocchio” è un capolavoro senza tempo ultima modifica: 2017-05-15T12:22:10+00:00 da dario

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