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Il contributo di Simone De Beauvoir per i diritti delle donne

Il contributo di Simone De Beauvoir per i diritti delle donne

Filosofa, scrittrice, insegnante e saggista francese, Simone De Beauvoir è una delle figure di spicco del movimento femminista. Ripercorriamo il suo contributo…

MILANO – E’ inevitabile: non si può parlare di femminismo, senza finire per parlare di Simone De Beauvoir. Filosofa, scrittrice, insegnante e saggista francese, Simone De Beauvoir è una delle figure di spicco del movimento femminista, nato durante una contestazione studentesca avvenuta nel maggio del 1968, anche se il suo impegno, per quanto riguarda la rivendicazione dei diritti della donna, inizia diversi anni prima.

La condizione femminile

Nel 1949, infatti, pubblica Il secondo sesso, celebre saggio in cui la scrittrice affronta in toto il tema della donna, andando ad analizzare e parlando, per la prima volta, di argomenti che, per l’epoca, erano considerati dei veri e propri tabù, quali l’aborto, la sessualità, la prostituzione e la maternità. Schietta e provocatrice, Simone De Beauvoir si concentra particolarmente su quello che è il ruolo della donna all’interno della società, ruolo che la vede subordinata all’uomo, inferiore in ogni suo aspetto. L’intento dell’autrice è quello di mostrare alle donne la brutale e palese realtà della loro condizione, di fare loro capire l’importanza di una società in cui la donna sia libera di essere molto di più: non solo madre e moglie, ma un essere umano dotato di quella indipendenza e di quella libertà di scelta insite nel sesso maschile. Nonostante il fatto che, intorno agli anni quaranta e cinquanta, fosse comunemente nota come La Grande Sartreuse, per via del celebre legame con Jean Paul Sartre, Simone De Beauvoir fu sempre in grado di distinguersi e di brillare di luce propria, tanto che le sue chiare scelte di vita e le sue nette prese di posizione, l’hanno portata ad allontanarsi definitivamente da quella famiglia borghese di cui ci ha parlato in Memorie d’una ragazza perbene (1958).

Donna di mondo

Un’unione tanto intensa e travolgente quanto libera e durevole, quella con Jean Paul Sartre, nutrita dall’amore per la letteratura e da quella volontà di autodeterminarsi che è sempre stata uno dei punti cardine del suo pensiero. Una donna di mondo, che, quel mondo, l’ha girato e l’ha fatto suo, che non aveva regole: come ebbe modo di dire, infatti, la sua unica regola era la libertà. Dal 1974, presiederà la Lega dei Diritti delle Donne, un’associazione che si impegna a informare le donne circa i loro diritti e che, l’anno successivo, porterà all’istituzione di un tribunale internazionale dei crimini contro le donne. Sulla stessa scia, sempre in quegli anni, nascerà anche Choisir, associazione a difesa delle donne accusate del reato di aborto (che, in Francia, fino agli anni Venti, era punibile con la pena capitale).

Alzare la voce a favore delle donne

Non solo libri e lotte, però: Simone di Beauvoir fece sentire la propria voce anche attraverso numerose riviste. Tra tutte, Les Temps Modernes e J’accuse, dove parlò rispettivamente della presenza del sessismo in ambiti politici e giornalistici, e dei diritti delle donne nubili. Sempre in ambito matrimoniale, la filosofa francese portò avanti una delle battaglie più dure e importanti nella storia del femminismo, quella relativa al divorzio, anch’esso giudicato reato penale, reato particolarmente deprecabile se commesso da una donna, tanto da essere considerato alla stregua di un vero e proprio abbandono del tetto coniugale. Ed è proprio per tutte queste ragioni e per molte altre, che Simone De Beauvoir va ricordata: per aver saputo alzare la voce a favore delle donne, per aver avuto il coraggio di farsi sentire e porre l’accento su questioni scomode e sgradite ai più. E, infine, perché, se io ho la possibilità di esprimermi liberamente, lo devo anche un po’ a lei.

 

Clarissa Neri

Photocredits: Government Press Office (Israel)

Il contributo di Simone De Beauvoir per i diritti delle donne ultima modifica: 2018-01-09T09:05:04+00:00 da Salvatore Galeone

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