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“Candido”, le frasi del racconto più celebre di Voltaire

“Candido”, le frasi del racconto più celebre di Voltaire

In occasione dell’anniversario della nascita di Voltaire, vi proponiamo alcuni passaggi della sua opera più famosa, “Candido, o l’ottimismo”, scritto nel 1759…

MILANOIn occasione dell’anniversario della scomparsa dello scrittore e filosofo francese, vi proponiamo alcuni passaggi della sua opera più famosa, “Candido, o l’ottimismo”. Scritto nel 1759, questo racconto filosofico mira a confutare le dottrine ottimistiche come quella di Leibniz. Con la sua visione disincantata del mondo,Voltaire intende stigmatizzare la pretesa di vivere nel migliore dei mondi possibili

 

“Il precettore Pangloss era l’oracolo di casa, e il piccolo Candido ascoltava i suoi insegnamenti con la fiducia propria dell’età e del suo temperamento. Pangloss insegnava la metafisico-teologo-cosmologo-scempiologia. Egli dimostrava mirabilmente che non c’è effetto senza causa, e che in questo migliore dei mondi possibili… è provato, diceva, che le cose non potrebbero andare altrimenti: essendo tutto quanto creato in vista di un fine, tutto è necessariamente inteso al fine migliore. I nasi, notate, son fatti per reggere gli occhiali: e noi infatti abbiamo gli occhiali… Ne consegue che coloro i quali hanno affermato che tutto va bene, han detto una castroneria. Bisognava dire che meglio di così non potrebbe andare.”

 

“Che cos’è l’ottimismo’ diceva Cacambo – ‘Ahime!’ disse Candido ‘è la smania di sostenere che si tutto va bene quando si sta male’

 

“Gli sciocchi ammirano ogni parola d’un autore famoso; io leggo per me solo, e mi piace soltanto quello che fa per me.”

 

“Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.”

 

“Oh, migliore dei mondi possibili, dove sei adesso?”

 

“Volli uccidermi 100 volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle più funeste delle inclinazioni umane: infatti può darsi una cosa più sciocca che ostinarsi a portare il fardello che si vorrebbe continuamente buttare a terra?”

 

“Io sono quello che definisco uno spirito errante per le passioni d’altri; ovvero un imbecille.”

 

 

“Candido”, le frasi del racconto più celebre di Voltaire ultima modifica: 2018-05-30T09:04:00+00:00 da developer

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