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Alda Merini e Giorgio Manganelli, un amore folle

Alda Merini e Giorgio Manganelli, un amore folle

Continuiamo la nostra rubrica relativa alle storie d’amore tra scrittori: quest’oggi i nostri protagonisti saranno Alda Merini e Giorgio Manganelli, di cui oggi ricordiamo l’anniversario di nascita …

MILANO – Quando si parla di storie d’amore tra due letterati o due artisti, raramente si affrontano queste storie in maniera rilassata e quasi mai costoro si limitavano a discutere le loro opere tra loro. Qualche volta le loro relazioni e sodalizi letterari finivano indiscutibilmente molto bene, in altri, invece, finivano piuttosto male. In alcuni casi, si è trattato di amori non corrisposti (come tra Cesare Pavese e Fernanda Pivano), in altri l’amore ha portato a una nuova ridefinizione della propria poetica (come nel caso di Calvino e De Giorgi), altri ancora erano amori violentissimi e devastanti (come quello tra Sibilla Aleramo e Dino Campana).

Merini e Manganelli: l’inizio

Qui di seguito, piuttosto, vi parleremo della folle storia d’amore tra Alda Merini e Giorgio Manganelli. Nel loro caso, in molti sostengono la teoria secondo lui fu proprio la fugace frequentazione con la Merini a definire maggiormente la poetica di Manganelli che fu inevitabilmente segnato dai modi della poetessa. I due si conobbero nel 1947; lei aveva 15 anni ma era già una poetessa che godeva del sostegno del critico letterario Giacinto Spagnoletti, lui di anni ne aveva 27, era già sposato e aveva anche una figlia. Ma questo non impedì la relazione tra i due. Senza contare che proprio in quell’anno la Merini iniziò ad avere a che fare con i suoi demoni che la condussero poi all’internamento in manicomio.

La poesia e l’amore

Quando ne uscirà, ad aspettarla troverà proprio Manganelli e iniziarono i primi tormenti e i primi strazi. Alda all’epoca non aveva grosse esperienze sentimentali mentre Giorgio non riusciva comunque a ricevere una separazione consensuale da sua moglie. Nonostante ciò, oltre a provare una reciproca passione reciproca, i loro incontri erano scanditi per lo più da dialoghi, come ricorderà la stessa Alda, molto spesso inerenti morte, follia e genitori.
Tutto ciò, finché non sarà proprio la moglie di Manganelli a preparargli le valige e l’autore non deciderà di raggiungere Roma, dove di fatto, iniziò ad essere apprezzato da critica e autori – eccezion fatto per Gadda che lo criticò per avergli copiato lo stile. Diversi anni dopo Manganelli fornirà la propria versione sulla sua fugace storia con la Merini e sull’amore in generale: «L’amore è un eccellente combustibile per alimentare il malessere che può condurre alla letteratura. È importante, estremamente importante che l’amore vada male. L’amore è la più importante matrice di menzogna, e la menzogna la più grande matrice di mondi…»

Alda Merini e Giorgio Manganelli, un amore folle ultima modifica: 2017-11-15T09:02:51+00:00 da francesca

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