Biografie

Accadde oggi – 8 gennaio. Ricorrono gli anniversari di Leonardo Sciascia e di Paul Verlaine

07012015163225_sm_10326

Il mondo delle lettere ricorda Sciascia, autore de “Il giorno della civetta” romanzo che ha avuto il pregio di costituire la prima opera narrativa incentrata sul tema della mafia……

MILANO – Il mondo delle lettere ricorda oggi l’autore de “Il giorno della civetta” romanzo giallo che ha avuto il pregio di costituire la prima opera narrativa destinata a un vasto pubblico e incentrata sul tema della mafia in una Sicilia “metafora del mondo”. In questa data si ricorda anche il principe dei poeti maledetti, Paul Verlaine che scrisse in versi la malinconia della condizione umana.

LEONARDO SCIASCIA – Scrittore tra i migliori del Novecento, polemista e giornalista, brillante saggista, punto di riferimento anche in politica per diverse generazioni, nasce a Racalmuto l’8 gennaio del 1921. Dall’esperienza d’insegnante nelle scuole elementari del suo paese trasse ispirazione per un fortunato racconto-inchiesta, “Le parrocchie di Regalpetra” (1956), in cui coglieva acutamente le radici storico-sociali dell’arretratezza siciliana. Successivamente, senza trascurare una vena saggistico-libellista, di dichiarata ascendenza illuministica (“Pirandello e la Sicilia”, 1961; “La corda pazza”, 1970; “Nero su nero”, 1979; “Cruciverba”, 1983; ecc.), ottenne un crescente successo di pubblico con una serie di romanzi brevi di ambientazione prevalentemente siciliana (“Il giorno della civetta”, 1961; “A ciascuno il suo”, 1966; “Il contesto”, 1971; “Todo modo”, 1974; “Una storia semplice”, 1989), in cui la denuncia del sistema di connivenze di cui godeva la mafia coinvolgeva la politica nazionale e alludeva alla diffusione incontenibile della mentalità mafiosa. Investì poi la sua penetrante immaginazione inquisitoria nella ricerca storiografica (“Atti relativi alla morte di Raymond Roussel”, 1971; “La scomparsa di Majorana”, 1975; “I pugnalatori”, 1976; “Dalle parti degli infedeli”, 1979) fino a misurarsi con la tragica attualità del terrorismo (“L’affaire Moro”, 1978), anche come relatore di minoranza nella commissione parlamentare d’inchiesta sull’assassinio di A. Moro e sul terrorismo in Italia (era stato eletto alla Camera dei deputati nel 1979 nelle liste del Partito radicale). Leonardo Sciascia muore a Palermo il 20 novembre del 1989; egli ha fatto della Sicilia e dei suoi problemi una metafora letteraria in grado di descrivere qualsiasi parte del mondo. Clicca qui per leggere gli aforismi dell’autore ! 

.

PAUL VERLAINE –  Poeta francese, nasce a Metz nella regione della Lorena francese, il 30 marzo 1844. Considerato dai suoi contemporanei il maestro della scuola simbolista, Verlaine esordì con i parnassiani “Poèmes saturniens” (1866) dov’è sensibile l’influsso parnassiano, le “Fêtes galantes” (1869), più libere e fantasiose, e “La bonne chanson” (1870), raccolta di rime d’amore, rivolte alla fidanzata, Mathilde Manté, che sposò nel 1870, e da cui ebbe un figlio. Attraversò subito dopo un periodo di dissipazione viziosa, dovuto in parte alla guerra, in parte all’amicizia con A. Rimbaud, col quale fuggì da Parigi e dalla Francia, in completa rottura con la moglie; ma presto cominciarono i dissapori tra i due poeti, e Verlaine, ubriaco, sparò due colpi di rivoltella contro l’amico, riportandone (1873) una condanna, scontata in Belgio, a due anni di prigione durante i quali convertì alla religione. I versi intitolati “Art poétique” nel volume “Jadis et naguère” (1884) esprimono con una grazia aggressiva e ironica i propositi del poeta, che la scuola simbolista, allora agli inizi, riconobbe come maestro. Ma simbolista, propriamente, Verlaine non era; con i suoi giovani ammiratori egli aveva comune soltanto l’avversione per le forme consuete, e ufficiali, della letteratura. Nonostante una seconda avventura (con un giovane, L. Létinois), proseguì nella sua lirica, venata di pentimenti religiosi, turbata da morbosità decadentistiche, in uno stile che esprime le più segrete e remote vibrazioni dell’anima: “Parallèlement” (1889), “Bonheur” (1891), “Liturgies intimes” (1892), altre rime di varia ispirazione e valore. Dopo un periodo di vagabondaggi e di miserie, si stabilì definitivamente a Parigi, godendo solo negli ultimi due anni di un generale riconoscimento come principe dei poeti. Dei suoi scritti in prosa, “Les poètes maudits” (1884) ebbero una grande eco nella critica militante; “Mes hôpitaux” (1891), “Mes prisons” (1893), “Confessions” (1895) ci serbano attestazioni sul carattere e le vicende dell’uomo. Paul Verlaine muore a Parigi l’8 gennaio 1896, a soli 52 anni, consumato dall’alcol e dal dolore. Verlaine rimane uno fra i più notevoli autori di tutta la lirica francese dell’Ottocento. Clicca qui per leggere gli aforismi dell’autore ! 

Accadde oggi – 8 gennaio. Ricorrono gli anniversari di Leonardo Sciascia e di Paul Verlaine ultima modifica: 2017-01-08T09:13:38+00:00 da Salvatore Galeone

© Riproduzione Riservata
Tags