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Accadde oggi – 6 dicembre. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Baltasar Graciàn

Accadde oggi - 6 dicembre. Ricorre l'anniversario della scomparsa di Baltasar Graciàn

Baltasar Gracián y Morales, noto esclusivamente come Baltasar Gracián, è un celebre autore iberico, scrittore acuto di aforismi, appartiene al cosiddetto ‘Siglo de Oro’…

MILANO – Baltasar Gracián y Morales, noto esclusivamente come Baltasar Gracián, nasce a Belmonte de Calatayud, in Spagna, l’8 gennaio del 1601. Celebre autore iberico, scrittore acuto di aforismi, appartiene al cosiddetto ‘Siglo de Oro’, in cui la cultura e la letteratura castigliana rappresentavano un punto di riferimento in tutta Europa. Gesuita, apprezzato e seguitissimo insegnante di filosofia, è autore de ‘Il Criticone’, una delle allegorie più importanti della letteratura spagnola di sempre.

Gli studi

Non ci sono notizie certe sulla sua infanzia, tuttavia Baltasar deve aver studiato nel collegio dei gesuiti di Calatayud. Nel 1619 comincia i suoi studi di alto profilo avvicinandosi alla filosofia. Entra nel noviziato di Tarragona, uscendone a pieni voti dopo soltanto due anni di studi. Ritorna allora nella città di Calatayud dove studia per due anni ancora filosofia. A completare la sua educazione e ad indirizzarla definitivamente verso il contesto religioso ci sono gli ultimi anni trascorsi all’Università di Saragozza, dove Baltasar Gracián studia teologia.

Il sacerdozio e la prima pubblicazione

Nel 1627 viene ordinato sacerdote e inizia quasi immediatamente ad insegnare letteratura presso il collegio di Calatayud. Nell’estate del 1636 diventa esclusivamente confessore e predicatore, nella città di Huesca, dedicandosi finalmente ad una propria produzione letteraria. Il momento è molto importante per lui e riesce a pubblicare una delle sue opere più importanti, dal titolo ‘L’eroe’. In questo testo, il filosofo gesuita descrive le virtù necessarie per fare di un semplice uomo un vero e proprio eroe, in una chiave molto moderna e avanzata rispetto ai lettori dell’epoca.

La produzione letteraria

Nel 1640 pubblica ‘Il politico’ e nel 1942 ‘Arte di ingegno’, un’ampia esposizione sul concetto di acutezza e di arte e una raccolta di esempi atti a provare le teorie esposte. Dal 1642 al 1644 presta servizio come rettore presso il collegio di Tarragona facendo anche da aiuto spirituale per i soldati tedeschi, i quali in quel periodo riescono a prendere definitivamente la città di Lerida. A causa di questa campagna militare, il filosofo gesuita si ammala ed è costretto a ripiegare a Valencia, dove nel ritiro ospedaliero riesce a porre il punto su altri scritti di questo periodo, tutti molto importanti e riscoperti di seguito, dopo la sua morte.

Il capolavoro

Viene poi insignito ‘Maestro della Scrittura’ presso l’Università di Saragozza, nel 1650. L’anno dopo, forte della fiducia e delle onorificenze ricevute, pubblica la prima parte del suo capolavoro, “Il criticone”, romanzo simbolico di ispirazione araba, vera e propria epopea dell’esistenza. Il coltissimo gesuita intende comporre un libro che offra agli uomini una solida guida morale, mostrando, fra l’altro, i pericoli che li minacciano, le virtù che li proteggono e la possibilità effettiva che si prospetta loro di conseguire la felicità. Disingannato conoscitore della miseria umana, Graciàn aspira a migliorare con i suoi scritti il carattere e i costumi dei contemporanei: tutte le sue opere, infatti, abbondano di sentenze, consigli e alti modelli degni di essere imitati.

L’accusa e la morte

Tuttavia, a causa della laicità del suo pensiero, l’opera non viene accolta nel migliore dei modi dalle alte cariche gesuite. L’edizione del 1653, la seconda, riceve la stessa accoglienza sospetta e fredda. Intorno al 1657 completa l’ultima parte della sua opera, la quale però gli causa la sua definitiva caduta in disgrazia. Il catalano Jacinto Piquer, a capo della sezione gesuitica d’Aragona, lo accusa pubblicamente e, dopo una serie di penitenze da scontare in solitudine, lo invia per punizione in un villaggio dei Pirenei, a Graus. Baltasar Gracián chiede formalmente di passare ad un altro ordine religioso, ma non fa in tempo ad ottenere una risposta. Muore a Tarazona, nei pressi di Saragozza, il 6 dicembre del 1658.

 

Accadde oggi – 6 dicembre. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Baltasar Graciàn ultima modifica: 2017-12-06T09:00:57+00:00 da Salvatore Galeone

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