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Accadde oggi – 30 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Mahatma Gandhi

Accadde oggi - 30 gennaio. Ricorre l'anniversario della scomparsa di Mahatma Gandhi

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma, che in sanscrito significa Grande Anima…

MILANO – Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma, che in sanscrito significa Grande Anima. Nato il 2 ottobre 1869, dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l’avvocatura a Bombay. Nel 1893 si reca in Sud Africa con l’incarico di consulente legale per una ditta indiana: vi rimarrà per ventuno anni. Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L’indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica. Clicca qui per leggere e condividere gli aforismi di Mahatma Ghandi.

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LA BATTAGLIA NON VIOLENTA – Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta, denominato anche “Satyagraha”: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa. Gandhi giunge all’uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce. Alla fine il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani: eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi.

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LOTTA PER L’INDIPENDENZA – Ritornato in India nel 1915, Gandhi diviene il capo politico e morale del movimento d’indipendenza, che passò all’azione più decisa nel primo dopoguerra (primo moto di disobbedienza civile, 1921). Dopo un primo arresto e condanna, è graziato nel 1924, e nel 1929 riprende la sua azione con l’esplicito intento del raggiungimento della completa indipendenza politica del suo paese. Arrestato di nuovo più volte, riesce spesso a imporre la sua volontà all’Inghilterra per l’immenso prestigio morale di cui godeva, e sotto la minaccia di suicidio per prolungati volontari digiuni.

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LA DIVISIONE DEL PAESE – Nella seconda guerra mondiale, mantiene fermissima l’esigenza dell’indipendenza, pur senza entrare in collusione con le potenze dell’Asse, come fecero invece altri esponenti estremi del nazionalismo indiano (Chandra Bose). Nuovamente arrestato e tenuto per due anni in carcere (1942-44), alla liberazione ha gran parte nelle trattative (1945-47) che condussero alla proclamazione dell’indipendenza dell’India, il 15 agosto 1947. Gandhi vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi. L’atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l’odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.

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LA SCRITTURA – Lungo tutta la sua vita Gandhi scrisse numerosi testi che raccolgono i suoi pensieri e la sua filosofia. Ne “La mia vita per la libertà”, l’autobiografia di Gandhi,  il Mahatma analizza minuziosamente e offre al lettore la sua umile, operosa, quotidiana ricerca della verità, dalla quale emerge la grandiosa lezione morale che la sua presenza rappresenta nella storia contemporanea. L’autobiografia del profeta della non-violenza alla ricerca di una via per la verità: la via della pace e della fratellanza fra gli uomini.

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Accadde oggi – 30 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Mahatma Gandhi ultima modifica: 2018-01-30T09:12:00+00:00 da francesca

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