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Accadde oggi – 27 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Giovanni Verga

Accadde oggi - 27 gennaio. Ricorre l'anniversario della scomparsa di Giovanni Verga

Il mondo delle lettere celebra oggi l’anniversario di morte del grande scrittore e drammaturgo italiano Giovanni Verga considerato il maggior esponente del Verismo …

MILANO – Giovanni Verga nacque a Catania nel 1840 da una famiglia benestante e d’antica origine nobiliare. Trascorse l’infanzia nel clima nuovo del liberalismo siciliano, pervaso di intenti patriottici di tipo carbonaro che influenzarono profondamente la sua prima formazione.

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L’educazione

Il suo interesse per la letteratura si manifestò precocemente e fu senz’altro alimentato dai suoi parenti e educatori: il maestro dell’undicenne Verga fu infatti, Antonino Abate, patriota della rivoluzione del 1848 e giovane poeta e romanziere; un cugino dello scrittore, inoltre, si era fatto conoscere per romanzi di fondo storico e patriottico. Questo background spinse Verga a lanciarsi, ancora giovanissimo, nel mondo della scrittura: si iscrisse successivamente all’Università di Giurisprudenza a Catania ma non terminò mai gli studi, impegnato com’era nella ricerca espressiva e teorica e nella stesura di romanzi.

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Firenze e Milano

Lo scrittore sentì ben presto la necessità di un incontro diretto con gli esponenti del Romanticismo Europeo: l’ambiente chiuso e limitato della Sicilia non lo soddisfaceva più. Nel 1869 si trasferì a Firenze, mentre nel 1872 iniziò il cosiddetto periodo milanese, durato fino al 1892-1893: si ebbe qui il miglior momento della produzione verghiana. Dal 1875, infatti, sembrò concludersi il primo ciclo della sua arte: dall’esaltazione patriottica dei primi romanzi e dall’impostazione romantica dei successivi, si passò alla seconda attività del Verga, caratterizzata dal ritorno all’ambiente siciliano e alla vita dei ceti umili e disagiati, dei contadini, dei pescatori, dei tessitori della sua terra.

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Le novelle

Fu il romanzo del 1874 “Nedda” a segnare l’inizio del Verismo verghiano: le altre opere fondamentali furono le novelle “Primavera e altri racconti”, “ Vita dei campi”, e le quattro “Cavalleria rusticana”, “ La lupa”, “Ieli il pastore” e “Rosso Malpelo”, espressione della più alta novellistica verghiana.

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I capolavori

Tra il 1878 e il 1881 elaborò un progetto innovatore rispetto alle esperienze precedenti, quello di trasferire nei romanzi l’attenta osservazione del mondo circostante, ponendo l’accento sui desideri degli uomini e sul loro modo di parlare. Ne “I Malavoglia” (1881) Verga perfezionò una tecnica narrativa caratterizzata dall’uso del discorso indiretto libero, che permette di inserire nel racconto le voci e i punti di vista dei personaggi, le loro parole semplici e la loro grammatica elementare. In “Mastro don Gesualdo” (1889) rispetto allo stile corale de I Malavoglia, Verga raffigurò con distacco luoghi e paesaggi lividi e desolati, specchio della miseria umana che i personaggi del romanzo rappresentano. Verga morì nel 1922, all’età di 82 anni, nella sua Catania.

 

Accadde oggi – 27 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Giovanni Verga ultima modifica: 2018-01-27T09:00:00+00:00 da developer

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