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Accadde oggi – 20 marzo. Ricorrono gli anniversari di nascita di Friedrich Hölderlin e di Nikolaj Gogol’

Accadde oggi - 20 marzo. Ricorrono gli anniversari di nascita di Friedrich Hölderlin e di Nikolaj Gogol'

Ricordiamo oggi gli anniversari del poeta tedesco Friedrich Hölderlin e dello scrittore e drammaturgo russo Nikolaj Gogol’…

MILANO – Si celebrano infatti gli anniversari di nascita del poeta tedesco Friedrich Hölderlin (20 marzo 1770 – 7 giugno 1843), tra i più grandi della letteratura di tutti i tempi, e dello scrittore e drammaturgo russo Nikolaj Gogol’ (20 marzo 1809 – 21 febbraio 1852).

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HÖLDERLIN – Johann Christian Friedrich Hölderlin nacque il 20 marzo del 1770 a Lauffen am Necka, un piccolo centro a nord della città di Stoccarda. La sua figura è quella di uno dei più grandi poeti di sempre, amato e studiato non solo in terra teutonica, ma in tutta Europa. Nel 1772 Holderin rimase orfano di padre. Il destino del poeta sembrò essere scritto. In famiglia la tradizione voleva che il primogenito seguisse le orme del nonno materno, il quale era stato un pastore protestante. Così Friedrich si avviò allo studio dei testi sacri, studiando prima presso un precettore e poi nel seminario di Denkendorf, sede dell’omonimo convento. Nonostante l’ambiente rigido e severo Höllderin si appassionò alla letteratura di viaggio. Nel 1788 entrò nel collegio Stitf, dove studiavano anche Schelling ed Hegel. In vacanza dagli studi il poeta conobbe a Stoccarda Gotthold Friedrich Stäudlin, editore di un almanacco di poesie, accanito sostenitore della Rivoluzione. I due cominciano a collaborare. Nel 1790, concluso il biennio, ottenne il titolo di Magister philosophiae. Tuttavia, poco prima, il poeta manifesta in alcune lettere alla madre la propria volontà di abbandonare il collegio, per seguire gli studi di legge.
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LA CARRIERA DI POETA – Terminati gli studi al collegio, Hölderlin divenne pastore, dopo aver superato l’esame al concistoro della città di Stoccarda. L’unica alternativa che ha, per non fare l’attività del pastore, come invece vorrebbe la madre, è quella del precettore. Dopo una prima esperienza, nel 1796 prese servizio nella casa del banchiere Jakob Friedrich Gontard, a Francoforte. Fu l’inizio della sua relazione clandestina con la moglie del banchiere, Susette Borkenstein, all’epoca del suo impiego ventisettenne, madre di due figli. È l’amore della sua vita, tanto che diventa ben presto una trasfigurazione della sua Diotima, la protagonista dell’Hyperion, cui lavora in quel periodo. Nelle lettere che le scriveva, soprattutto dopo la loro separazione, la donna è indicata proprio con questo pseudonimo. Nel 1797, l”Hyperion’ vide la luce. Dopo varie vicissitudini, tra cui la morte di Susette, nel 1804, l’amico von Sinclair gli procurò un posto da bibliotecario, ma le sue condizioni fisiche e psichiche sono ormai minate dalla malattia mentale, sempre più opprimente. Nel 1808 esce il nuovo ‘Almanacco’, il quale accoglie le sue poesie ‘Il Reno’, ‘Patmos’ e ‘Rimembranza”. Ai primi di giugno del 1843, il poeta firmò con lo pseudonimo di Scardanelli la sua ultima poesia, dal titolo ‘La veduta’. Malato di polmonite morì all’età di 73 anni.
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NICOLAJ GOGOL – Con quanto sta accadendo in Crimea, teatro della recente crisi internazionale, abbiamo già avuto modo di rivolgere la nostra attenzione alla letteratura ucraina, riscoprendo la figura del poeta Taras Hryhorovyč Ševčenko. Tra gli illustri scrittori che hanno avuto i natali in quella patria c’è anche Nikolaj Vasil’evič Gogol’, penna conosciuta in tutto il mondo, figura di primo piano della letteratura in lingua russa. Le sue opere si contraddistinguono per stile satirico-grottesco e potenza visionaria, tanto che alcuni lo considerano un precursore del realismo magico.

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DAGLI ESORDI LETTERARI AL SUCCESSO – Gogol’ nasce il 20 marzo 1809 a Sorotchinci, nella regione ucraina di Poltava, da una famiglia di proprietari terrieri. Frequenta il liceo a Nežin, dove comincia a scrivere e si dedica all’altra sua grande passione, la recitazione, in seguito abbandonata. Nel 1829 pubblica un idillio in versi su una rivista, sotto lo pseudonimo di V. Alov, ma la critica lo stronca: la delusione è tale che Gogol’ decide di fuggire all’estero. Tornato a Pietroburgo, nel 1831 conosce il poeta Aleksandr Puškin. È questo l’anno in cui pubblica la sua prima opera di successo “Veglie alla fattoria presso Dikan’ka”, raccolta di racconti in due volumi. Gli amici del circolo di Puškin gli procurano un lavoro all’Università, dove ottiene la cattedra di storia, ma l’incarico si risolve in un insuccesso a causa del temperamento disordinato di lui. Nel frattempo però Gogol’ continua a scrivere e si guadagna la fama: nel 1835 escono “I racconti di Mirgorod”, che uniscono l’elemento realistico a quello epico, ispirato alla civiltà cosacca, e la raccolta di saggi e novelle “Arabeschi”. A questo punto può vivere ormai della sola attività letteraria. Nel 1836 escono i racconti “Il naso” e “Il calesse” e la commedia “Il Revisore”. Sempre nello stesso anno, Gogol’ fa rappresentare “L’Ispettore Generale”, una commedia che mette in scena una grottesca satira degli ambienti burocratici all’epoca dello zar Nicola I. Il lavoro piace a Mosca, ma questo non basta a rincuorarlo dell’insuccesso avuto a Pietroburgo.

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LE ANIME MORTE – Gogol’ decide dunque di partire di nuovo. Passa per la Svezia, la Germania, la Svizzera e infine arriva in Italia, dove si stabilisce a Roma. Durante questo viaggio Gogol’ riprende un lavoro intrapreso già nel 1835 sulla base di alcuni spunti fornitigli da Puškin. Si tratta di un romanzo che si propone di ritrarre un grande affresco della Russia dei tempi, contadina e zarista, oppressa dal rigido apparato burocratico messo a punto da Pietro il Grande: “Le anime morte”. Nelle intenzioni di Gogol’, che era rimasto folgorato dallo studio di Dante, avrebbe dovuto essere un poema, e diversi sono infatti i passaggi altamente lirici dell’opera. Vi compaiono personaggi appartenenti a ogni classe sociale, tutti ugualmente privi di etica, dediti esclusivamente alla ricerca del piacere e della ricchezza. Il protagonista, Čičikov, si arricchisce attraverso il commercio delle “anime morte”, ovvero quei servi della gleba defunti per cui i proprietari devono ancora pagare il testatico, un’imposta pubblica, fin quando il loro decesso non verrà registrato nel successivo censimento. L’opera viene pubblicata nel 1842, data del rientro dell’autore a Pietroburgo, con il titolo “Le Avventure di Čičikov”, imposto dalla censura – il titolo scelto dallo scrittore è ritenuto inaccettabile perché le animo sono immortali. Il lavoro tuttavia non è ancora concluso. Dopo nuovi viaggi a Francoforte, Praga, Roma, Gerusalemme, tornato in patria Gogol’ lavora alla seconda parte del romanzo, che però non vede la luce. La notte tra l’11 e il 12 febbraio 1852, in preda a una crisi religiosa, lo scrittore si fa accendere il camino dal servitore e getta il manoscritto nel fuoco. Gogol’ muore pochi giorni dopo, il 21 febbraio 1852. L’opera, grandiosa e incompiuta, gli guadagna in ogni caso il titolo di “padre della letteratura russa” conferitogli da Dostoevskij.

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Accadde oggi – 20 marzo. Ricorrono gli anniversari di nascita di Friedrich Hölderlin e di Nikolaj Gogol’ ultima modifica: 2017-03-20T09:11:53+00:00 da Salvatore Galeone

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