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Accadde Oggi – 19 aprile. Ricorrono gli anniversari di George Byron e Octavio Paz

Accadde Oggi - 19 aprile. Ricorrono gli anniversari di George Byron e Octavio Paz

Ricordiamo oggi l’anniversario della scomparsa di due importanti poeti: George Byron e il Premio Nobel per la Letteratura Octavio Paz…

MILANO – Il mondo delle lettere celebra oggi l’anniversario di morte del grande poeta inglese Lord Byron. Ricordiamo anche Octavio Paz, poeta messicano Nobel per la Letteratura scomparso il 19 aprile 1998.

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LORD BYRON – George Gordon Noel Byron, noto come Lord Byron per il suo titolo nobiliare (era il sesto barone di Byron), nasce a Londra il 22 gennaio 1788. Suo padre, John Cornholio Byron, era detto “Mad Jack”, “Jack il Matto”, per via della vita dissoluta che conduceva, a causa della quale il giovane Byron si trova trascorrere l’infanzia in ristrettezze economiche. Vive con la madre in Scozia, ad Aberdeen, e qui si innamora dei paesaggi montani e marittimi. È in questi anni che matura in lui una profonda fede calvinista fondata sull’idea della predestinazione. A 12 anni vive si innamora di una cugina e inizia a comporre i primi versi. Entra al Trinity College a Cambridge nel 1805 e nel 1806 pubblica anonimamente i “Fugitive Pieces”, poi riscritti l’anno successivo, sempre in via anonima, e intitolati “Poems on various occasions”. Il nome di Lord Buron compare sulla terza versione dell’opera, intitolata “Hours of Idleness”, “Ore d’ozio”, stroncata dalla critica. A seguito di queste recensioni negative, Byron pubblica “Bardi inglesi e critici scozzesi”, in cui attacca tutti gli scrittori a lui contemporanei a eccezione di Alexander Pope.

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DAL SUCCESSO ALL’ESILIO – Nel 1809 prendo il suo posto alla Camera dei Lord nel seggio dei Byron, in seguito parte per il consueto viaggio all’estero che usavano fare tutti i rampolli dell’aristocrazia. Parte con John Cam Hobhouse il 2 luglio di quell’anno alla volta di Lisona e fa ritorno in Gran Bretagna nel luglio 1811, dopo un lungo giro di due anni. Il successo arriva con i primi due canti del “Pellegrinaggio del cavaliere Aroldo”, del 1812, e da questo momento inizia la sua ascesa mondana, presto tuttavia seguita da una violenta caduta. Il matrimonio con Anna Isabella Milbanke, da cui Byron ha la sua sola figlia legittima, Augusta Ada – nota come Ada Lovelace –, si rompe nel 1816 dopo appena un anno e Byron viene travolto da una serie di scandali. Accusato di avere rapporti incestuosi con la figlia nata da una precedente relazione e sospettato di omosessualità, il poeta abbandona per sempre l’Inghilterra il 24 aprile 1816.

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LE TORMENTATE PEREGRINAZIONI – Trasferitosi in Svizzera, dimora nella villa di Diodati, dove giungono anche Percy Bysshe Shelley, la fidanzata di lui Mary Godwin Wollstonecraft – famosa scrittrice nota come Mary Shelley, autrice di “Frankenstein” – e la sorellastra di Mary, Claire, con cui Byron ha una relazione. Da questo rapporto nasce Allegra, abbandonata dal poeta  nel convento di Bagnocavallo in Romagna. In questi anni scrive “Il prigioniero di Chillon”, pubblicato nel dicembre del 1816, alcuni canti de “Il pellegrinaggio dal cavaliere Aroldo” e “Manfredi”, che risente dell’influenza del “Faust” di Goethe, con cui Byron aveva fatto conoscenza. Nel 1817 si trasferisce vicino a Venezia e inizia a scrivere il “Don Giovanni”. Innamoratosi di Teresa Gamba, già moglie di un ricco signore di Ravenna, si trasferisce per seguire lei  nel capoluogo romagnolo. A Ferrara visita la cella di Torquato Tasso, dove si fa richiudere e compone il “Lamento del Tasso”. Dopo il fallimento dei moti carbonari del 1820-1821, in cui Byron è coinvolto attraverso i contatti del fratello di Teresa, il conte Gamba, i tre sono costretti a fuggire a Pisa. Ma le peregrinazioni di Byron non sono finite.

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GLI ULTIMI ANNI – Nel 1822 è a Porto Venere, in provincia di la Spezia, dove c’è la bellissima e giustamente famosa “grotta di Byron”, cavità marina sotto la chiesa di San Pietro dove il poeta era solito rifugiarsi e scrivere. Qui si dedica anche al nuoto, di cui è appassionato, e secondo un aneddoto a nuoto avrebbe attraversato il golfo fino a San Terenzo per andare a fare visita ai coniugi Shelley. La morte degli Shelley e di sua figlia Allegra, a breve distanza di tempo, sono all’origine di una profonda conversione religiosa. Nel 1823, dopo un breve ritorno a Ravenna insieme a Teresa e al conte Gamba, riparte con quest’ultimo alla volta di Cefalonia, dove si sta formando un fronte inglese per la liberazione della Grecia dalla dominazione ottomana. In seguito, su invito di Alessandro Maurocordato, si trasferisce nella città liberata di Missolungi, dove muore il 19 aprile 1824 a causa di una febbre reumatica.

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OCTAVIO PAZ – Nasto a Città del Messico il 31 marzo 1914, è considerato il poeta di lingua ispanica più importante della seconda metà del Novecento. Comincia molto presto a scrivere e nel 1937 partecipa al II Congresso internazionale degli scrittori antifascisti di Valencia (Spagna). Trascorre gran parte della sua esistenza tra Spagna e Francia: in Spagna sostiene la lotta dei repubblicani durante la Guerra civile spagnola – anche se va ricordato che in seguito prenderà le distanze dal comunismo. Rientrato in Messico, nel 1938 fonda e dirige ‘Taller’, una rivista che segnala la comparsa di una nuova generazione di scrittori messicani.

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LA PRODUZIONE LETTERARIA E IL PREMIO NOBEL – Nel 1943 si trasferisce negli Stati Uniti e si immerge nella poesia modernista anglo-americana. Nel 1945 Paz entra nel servizio diplomatico messicano: in questi anni scrive ‘Il labirinto della solitudine’, un saggio sull’identità messicana. Sposa Elena Garro, dalla quale ha una figlia. Viene inviato dal governo messicano in Francia, dove ha modo di avvicinarsi al surrealismo. Durante la sua permanenza in Francia Octavio Paz lavora inoltre a fianco di André Breton e Benjamin Peret. Ottiene il posto di ambasciatore in Messico e in India nel 1962: lascia l’incarico nel 1968, dopo il Massacro di Tlatelolco (2 ottobre 1968), proprio per protestare contro la sanguinosa repressione avvenuta ai danni degli studenti manifestanti. In seguito fonda due importanti riviste di cultura e politica: ‘Plural’ (1971-1976) e ‘Vuelta’ (dal 1976). Tra i riconoscimenti letterari più importanti ricevuti da Octavio Paz ci sono il Premio Cervantes, conferitogli nel 1981 e il Premio Nobel per la Letteratura nel 1990. Octavio Paz muore a Città del Messico il giorno 19 aprile 1998.

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Accadde Oggi – 19 aprile. Ricorrono gli anniversari di George Byron e Octavio Paz ultima modifica: 2017-04-19T09:11:57+00:00 da Salvatore Galeone

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