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Accadde oggi – 15 luglio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Anton Cechov

Anton Cechov

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa del grande scrittore, drammaturgo e medico russo Anton Cechov…

MILANO – Il mondo delle lettere celebra oggi l’anniversario della scomparsa dello scrittore, drammaturgo e medico russo Anton Cechov. Nella stessa data, nel 1892 nasceva Walter Benjamin, scrittore, filosofo, critico letterario e traduttore tedesco.

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ANTON CECHOV – Anton Pavlovic Cechov nacque a Taganrog, porto del Mar d’Azov, il 29 gennaio 1860, da una famiglia di umili origini. Sebbene l’infanzia del futuro scrittore e drammaturgo e dei suoi cinque fratelli non fu felice, ebbero una buona istruzione. Sognatore, innamorato della natura, Cechov apprese rapidamente a sopravvivere in solitudine al centro di una famiglia numerosa ed all’ombra della tirannia paterna. Dopo avere terminato il liceo, raggiunse nel 1879 i genitori, che, a seguito del fallimento del padre, si erano trasferiti a Mosca tre anni prima. Diciannovenne, Cechov si iscrisse agli studi universitari di medicina. Studiò fino al 1884, anno in cui conseguì la laurea ed iniziò ad esercitare la professione di medico. Gli anni dell’università videro Cechov iniziare a scrivere novelle e reportage, che pubblicò con diversi pseudonimi in riviste umoristiche. Furono gli anni del tumulto politico, tra i cui fatti più noti vi è l’assassinio di Alessandro II. Cechov si mantenne sempre distaccato da coinvolgimenti politici in ambito universitario. Cechov condusse una sorta di doppia vita: scrisse ed esercitò la professione di medico. Cechov iniziò così la sua attività di scrittore a tempo pieno, che lo portò in breve tempo a collaborare con altre importanti riviste letterarie come ‘Pensiero russo’, ‘Il Messaggero del Nord’, ‘Elenchi russi’.

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LE PRIME OPERE LETTERARIE – Il primo libro fu una raccolta di novelle, ‘Le fiabe di Melpomene’, a cui seguì una raccolta di brevi e scherzosi ‘Racconti variopinti’, vivaci ritratti umoristici della vita di funzionari statali e di piccoli borghesi. Entrambe i volumi vennero pubblicati con lo pseudonimo di Antosha Cekhonte. Apparirono poi ‘La steppa’ nel 1888, e nel 1890 la sua sesta raccolta di novelle. Tra la fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta Cechov si impegnò in una più intensa attività di scrittura, in cui il pessimismo della triste monotonia della vita, in precedenza nascosto tra le pieghe dell’umorismo, divenne il carattere dominante, tuttavia attenuato a tratti da una voce di speranza e di fede. Nacquero quindi i suoi più celebri racconti, che dal 1887 vennero pubblicati con il nome di Anton Cechov.

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LA POETICA DELL’AUTORE – I suoi racconti furono ammirevoli per la semplicità e la chiarezza, straordinari per l’arguzia e il senso d’umorismo. Cechov seppe esprimere il suo profondo rispetto per la gente umile, e riuscì a rendere visibile il dolore e l’inquietudine presenti nella decadente società del tempo. Incapace di trarre vantaggio dalla sua grande notorietà e nonostante i primi effetti della tubercolosi, Cechov partì per l’isola di Sakalin, ai confini della Siberia. Il suo scopo era quello di visitare e indagare il mondo delle carceri in Siberia, dove i prigionieri venivano deportati e conducevano una vita drammatica, e il cui sistema anticipava quello dei campi di concentramento che si vedranno nell’Europa del XX secolo. Dopo un soggiorno di tre mesi Cechov pubblicò uno studio – geografico, sociologico e psicologico – molto documentato. La pubblicazione de ‘L’isola di Sakalin’, ebbe  per conseguenza l’abrogazione delle punizioni corporali, oggetto della sua denuncia.

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L’AMORE PER LA RUSSIA – Nel 1891 Cechov si recò sia in Francia che in Italia. Nonostante il suo entusiasmo per Firenze e Venezia, la nostalgia per la Russia e per la pianura moscovita era molto forte. Nel 1892 acquistò una proprietà a Melikhovo, dove riunì tutta la famiglia. Qui si dedicò al giardinaggio. La residenza era spesso frequentata da visitatori, e per trovare la concentrazione e la solitudine necessarie al lavoro di scrittore fece costruire una casetta lontano dalla residenza. In questo periodo scrisse ‘La camera n° 6’, ‘Il Monaco nero’, ‘Racconti di uno sconosciuto’ e ‘Il gabbiano’.

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ATTIVITA’ MEDICA E LETTERARIA – Tra il  1892 e il 1893 scoppiò un’epidemia di colera. Cechov si dedicò in modo prioritario alla sua attività medica, che esercitò per lo più gratuitamente. Nel frattempo maturò il racconto terribile intitolato ‘Mugichi’. Nel 1897 la tubercolosi peggiorò: dovette ammettere la sua malattia, vendere Melikhovo e lasciare i dintorni di Mosca per il clima più secco della Crimea. Nel 1899 si stabilì a Yalta. Nonostante la sua malattia, non rallentò il suo impegno sociale: fece costruire tre scuole e, nel 1899, diede l’allarme all’opinione pubblica sulla carestia che regnava nelle regioni della Volga promuovendo una raccolta di fondi. Nel maggio del 1901 sposò Olga Knipper, giovane attrice del teatro d’Arte che aveva conosciuto tre anni prima in occasione del trionfo de ‘Il Gabbiano’ a Mosca. Mentre Olga lavorava a Mosca, Cechov resta solo, esiliato in una regione che non amava. Dopo aver assistito al trionfo della sua ultima commedia, ‘Il giardino dei ciliegi’, Cechov si recò in Germania con la moglie alla ricerca di una possibilità di cura. Morì in viaggio, a Badenweiler, località della Foresta Nera, nel 1904, all’età di quarantaquattro anni.

 

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Accadde oggi – 15 luglio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di Anton Cechov ultima modifica: 2017-07-15T09:30:00+00:00 da developer

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