Biografie

Accadde oggi – 13 settembre. Nel 1928 moriva Italo Svevo, mentre nel 1916 nasceva Roald Dalh

Ricorre oggi l’anniversario di nascita dello scrittore inglese Roal Dahl, autore de ''La fabbrica di cioccolato'', e quello di morte del grande scrittore italiano Italo Svevo

Ricorre oggi l’anniversario di nascita dello scrittore inglese Roal Dahl, e la scomparsa del grande scrittore italiano Italo Svevo…

MILANO – Ricorre oggi l’anniversario di nascita di Roald Dahl, scrittore inglese noto soprattutto per i suoi romanzi e racconti per l’infanzia, tra cui il famosissimo ”La fabbrica di cioccolato”. Il mondo delle lettere ricorda anche il grande scrittore italiano Italo Svevo, l’autore di “Senilità” e “La coscienza di Zeno”, morto il 13 settembre del 1928 all’età di 66 anni.

ROALD DAHL, LA VITA – Seppur famoso per le sue storie per l’infanzia, sarebbe riduttivo classificare Roald Dahl soltanto come autore per ragazzi. Lo scrittore nasce il 13 settembre del 1916 in una cittadina del Galles, Llandaff, da genitori norvegesi. La sua infanzia è segnata dalla morte del padre quando lui è ancora molto piccolo, nel 1920, e da quella della sorella Astrid. Altro ricordo di quando era bambino è la severità dei collegi frequentati, cui fa però da contraltare il caldo clima famigliare. Nel 1934 il giovane scrittore abbandona gli studi dopo il diploma e in seguito inizia a lavorare per una compagnia petrolifera, la Shell Petroleum Company, un impiego che gli consente di viaggiare molto e di trascorrere 4 anni nelle colonie inglesi dell’Africa Orientale, in Kenya e in Tanzania. Quando scoppia la seconda guerra mondiale nel 1939 diventa pilota nella Royal Aur Force. Resta coinvolto in un grave incidente durante la sua prima missione in Libano – un atterraggio di emergenza nel deserto perché era finito il carburante. Riporta fratture al cranio e per alcuni mesi rimane cieco, manifestando episodi di cecità temporanea anche successivamente. Viene dunque congedato e rimandato in Inghilterra, dove fa ritorno per la prima volta dopo sette anni, e poi inviato come ambasciatore a Washington, dove svolge lavori di propaganda e spionaggio. Qui conosce lo scrittore inglese Cecil Scott Forester e nel 1942 pubblica “Shot Down Over Libya”, il suo primo racconto sulla sua esperienza in guerra. Nel 1946 pubblica “Over to You”, una raccolta delle sue storie più famose. Nel 1953 si sposa con l’attrice  Patricia Neal, ma anche la sua vita famigliare adulta è segnata da profondi drammi. La moglie resta infatti in sedia a rotelle a causa di un’emorragia cerebrale. Il matrimonio dura fino al 1983, quando i due divorziano e Dahal si risposa con Felicity Ann d’Abreu Crosland. L’autore muore il 23 novembre 1990 di leucemia.

L’OPERA – Sebbene ricordato come autore di storie per bambini, Dahl scrive anche romanzi e racconti per adulti famosi per il suo umorismo dal gusto macabro e i colpi di scena finali. Lascia una ventina di titoli in tutto, segnati da grande originalità e inventiva – l’autore, anche quando si rivolge all’infanzia non cade mai in situazioni o personaggi stereotipati. Talvolta si sente nei suoi scritti un’eco di Dickens – i protagonisti infatti sono spesso bambini poveri, e hanno a che fare con adulti inquietanti, come accade in “James e la pesca gigante”, o incapaci di provvedere a loro, come ne “La fabbrica di cioccolato”. Di quest’ultimo, Dahal scrisse anche la sceneggiatura per la versione cinematografica diretta da Mel Stuart nel 1971. In Dahal il bambino di solito si stacca dagli adulti che condizionano negativamente la sua vita grazie all’aiuto di un personaggio positivo, che può avere caratteristiche magiche o surreali – è d’esempio Willy Wonka de “La fabbrica di cioccolato”. La magia ricorre abbastanza spesso nelle storie di Dahal in aiuto ai piccoli protagonisti, ma l’ambientazione non è mai un mondo completamente inventato: elementi magici si inseriscono all’interno del mondo quotidiano, creando un effetto spiazzante e surreale. Poco letto, ingiustamente, da chi frequenta la letteratura alta – e noi sappiamo qualcosa a proposito della tipologia del “lettore snob” –, è un autore capace di conquistare chiunque si avventuri tra le sue pagine.

ITALO SVEVO – Ettore Schmitz nacque a Trieste nel 1861 da padre tedesco ebreo e da madre triestina; sottolineò le due componenti della sua origine nello pseudonimo Italo Svevo che assunse quando scoprì la sua vocazione letteraria. Avviato agli studi commerciali secondo la tradizione di famiglia, li abbandonò nel 1880 (dopo avere studiato prevalentemente in scuole tedesche), in seguito al fallimento dell’industria paterna. Costretto a impiegarsi in una banca, dove rimase per vent’anni, prese a scrivere saggi e articoli di critica letteraria e teatrale su diversi quotidiani di Trieste e nel 1892 pubblicò il primo romanzo Una vita, con scarso successo, ma con sempre più accanita volontà di scrivere. Nel 1899 Svevo lasciò la banca per lavorare nell’industria del suocero (fabbricante di vernici per sottomarini), e questo gli permise di fare numerosi viaggi all’estero. Nel 1903 conobbe James Joyce che insegnava inglese in una scuola triestina e da questo sodalizio nacque per Svevo un ulteriore stimolo alla letteratura, mentre le sue idee si puntualizzavano attraverso la lettura dei classici italiani, francesi, tedeschi, dei filosofi dell’Ottocento e, soprattutto, attraverso la conoscenza delle idee di Freud e della psicanalisi. Anche il suo secondo romanzo Senilità fu quasi ignorato, ma una più vasta eco, soprattutto all’estero, ebbe La coscienza di Zeno nel 1923. Tuttavia dovettero passare ancora degli anni prima che l’originalità letteraria di Italo Svevo fosse capita e valorizzata appieno in Italia (il primo a capirne il valore e a segnalarlo fu Eugenio Montale nel 1925), e molte opere sveviane ebbero un riconoscimento postumo. Lo scrittore morì in un incidente automobilistico nel 1928.

 

Accadde oggi – 13 settembre. Nel 1928 moriva Italo Svevo, mentre nel 1916 nasceva Roald Dalh ultima modifica: 2017-09-13T09:00:39+00:00 da Salvatore Galeone

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